Albano, tentò di sequestrare bimba ai giardinetti: non era la prima volta che ci provava

mercoledì 12 giugno 15:34 - di Renato Fratello

Non era la prima volta che faceva un atto del genere. Già nel 2003 aveva tentato un sequestro. Eseguita dalla polizia l’ordinanza del gip del tribunale di Velletri che ha disposto la custodia cautelare in carcere per il 43enne di Albano che, il primo giugno scorso, tentò di sequestrare una bambina. La vicenda è avvenuta ai Castelli Romani, ad Albano nei giardini di via Risorgimento dove N.D., 43 anni, dopo aver importunato un gruppo di ragazze, aveva concentrato la sua attenzione su una bambina che stava andando in bici, con la nonna, nei pressi di una fontana. L’uomo, palesemente ubriaco, dopo averle seguite per un tratto di strada, aveva deciso di afferrare la piccola, cercando di portarla con se. Solo l’intervento della nonna aveva impedito che il gesto fosse portato a termine. Nell’allontanarsi con la bimba tra le braccia, però, N.D. è caduto, provocando alla piccola un trauma.

Albano, l’arresto dell’aggressore

La bambina, come accertato dagli specialisti del Bambino Gesù, ha riportato anche un «disturbo post-traumatico da stress acuto». N.D., dopo essere stato inseguito e bloccato da un gruppo di cittadini che avevano assistito alla scena, ha trovato rifugio in un’auto di passaggio, ma lì, dopo poco, è stato fermato dalla pattuglia del commissariato di Albano, diretto da Antonio Masala, allertata dalla sala operativa. La raccolta di numerose testimonianze, il risultato degli esami del sangue, che hanno confermato nell’uomo un tasso alcolemico superiore a 2 grammi/litro e l’assunzione di cocaina, e la visione delle immagini di alcune telecamere di videosorveglianza della zona, hanno consentito alla procura di Velletri di chiedere e ottenere dal gip del tribunale di Velletri un’ordinanza di custodia cautelare in carcere. L’ordinanza è stata eseguita dagli investigatori del commissariato di Albano e l’uomo, gravato da numerosi precedenti penali, tra i quali uno del 2003 del tutto simile a quello accaduto il primo giugno, si trova ora nel carcere di Velletri a disposizione dell’autorità giudiziaria.

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