Tribunale di Padova allo sbando, manca pure la carta. E Bonafede resta a guardare

giovedì 9 maggio 17:19 - di Caterina Ronchieri

Ci siamo imbattuti oggi in un avvocato del Tribunale di Padova, Pierilario Troccolo, membro del consiglio direttivo dell’Associazione Nazionale Forense. E scopriamo così che mentre i nostri governanti battibeccano per settimane per una poltrona, piano piano i tribunali nelle nostre città si stanno sgretolando sotto i piedi di chi, tutti i giorni, ci cammina dentro.

E così ci fa vedere un cartello, che dice che in Tribunale è finita la carta. Sembra una cosa semplice. Se non fosse che parliamo della sezione penale, ufficio del Gip (Giudici per le indagini preliminari). Ufficio in cui un difensore può usare solo le copie cartacee, perché a Padova non esiste la possibilità di usare supporti digitali per tutto quello che riguarda il diritto penale. Si parla solo di era digitale e di sicurezza, ma nel cuore del Nord Est troviamo un Tribunale completamente allo sbando.

Il Tribunale di Padova da tre mesi senza presidente

Decidiamo di approfondire. Scopriamo così che il posto di Presidente del Tribunale è vacante da tre mesi, cioè da quando il suo precedente titolare, dottor Sergio Fusaro, è andato in pensione. Quindi a Padova non c’è il Presidente del Tribunale. Manca anche il Procuratore Capo, il mai sostituito dottor Matteo Stuccilli, andato in pensione dal 1 settembre 2018. Quindi il Tribunale di Padova è senza guida sul sia sul piano delle indagini che su quello giudicante. E senza la carta. Ci giriamo d’istinto verso la sezione Famiglia. Cioè la parte del Tribunale, della Giustizia, e del Diritto che si occupa delle famiglie, cioè di quella parte della cittadinanza che, almeno a parole, sta cosi a cuore alla nostra compagine di Governo.

Alla sezione Famiglia del Tribunale Civile di Padova mancano 4 magistrati titolari su 6. Cioè il 70 per cento del personale giudicante. Cioè quelli applicano le leggi dello Stato e che davvero poi proteggono le persone e i bambini e le donne vittime di violenza. È un certo un bel parlare di sicurezza, ma se poi lasci il tribunale di una importante città del Nord Est come è Padova, per mesi e mesi, senza senza Presidente di Tribunale, senza Procuratore Capo, senza 4 magistrati ordinari alla sezione Famiglia, e senza neanche poter far copia degli atti.

Il silenzio del ministro Bonafede

Forse il Ministro Bonafede ha qualcosa da dire? È inutile gridare onestà, se poi lasci i Tribunali senza i giudici. A un certo punto diventa fondamentale nell’azione di Governo riscontrare la dicotomia tra quello che si dice e quello che si fa. La realtà è solo che a non occuparsi delle cose poi le conseguenze le subiscono quelli che nei servizi dello Stato si trovano a doversi servire. Che si tratti di un imprenditore veneto che debba farsi pagare una commessa per via giudiziaria. O di una donna che sia in cerca dell’aiuto di un giudice e cioè dello Stato per essere difesa da una violenza. A Padova trova un Tribunale senza guida. E senza la carta.

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