Tajani al Forum dell’Ansa:«Ma quale inciucio con il Pd. Vogliamo un centrodestra unito»

giovedì 23 Maggio 14:25 - di Redazione

Meno burocrazia, più politica. «Sarà un’Europa da cambiare che deve dare nuovo slancio a un progetto che ci ha regalato 70 anni di pace e benessere economico, un po’ invecchiato e ha bisogno di nuovo slancio. Bisogna tornare alla politica, gli eletti devono sottrarre il loro ruolo alla macchina burocratica». Così Antonio Tajani, presidente del Parlamento europeo e vicepresidente di Forza Italia, chiude il ciclo di forun dell’Ansa in vista delle elezioni europee. La priorità tenere la Commissione europea sotto controllo del Parlamento perché «è il legislatore che decide le regole e non qualche eurotecnocrate». Parole chiare che spiegano – dice Tajani – anche gli scontri avuti via media con Jean-Claude Juncker o con la vigilanza della Banca centrale europea.

Tajani: troppi errori in Europa

Quanto alla propaganda leghista contro i vincoli europei, il vicepresidente forzista dice chiaramente che per farlo «bisogna cambiare i trattati» e critica la politica aggressiva del governo gialloverde che ha isolato l’Italia. Esattamente come il governo Renzi-Gentiloni. «Con il precedente governo abbiamo perso l’Agenzia del farmaco  – ricorda Tajani – per l’atteggiamento bellicoso di Renzi verso la Spagna. Oggi questo governo sta facendo gli stessi errori: per aggiudicarsi la sede dell’Agenzia europea del lavoro l’italia non ha presentato neppure la domanda». Tanti annunci e proclami si infrangono sulla realtà, «eppure Roma aveva le carte in regole, siamo le seconda potenza industriale d’Europa e la settima del nondo. Non aver partecipato è stato gravissimo».

«Ho sconfitto la sinistra in Europa»

«I sovranisti saranno isolati», profetizza Tajani, «e avranno un ruolo di semplice testimonianza. Per cambiare bisogna essere nel cuore dell’Europa e la famiglia del Partito popolare svolgerà sempre un ruolo chiave, in una coalizione alternativa a quella con i socialisti tradizionale, quella di centrodestra che ha eletto me». Un punto cruciale questo per risponde alle accuse del Carroccio e di Fratelli d’Italia di flirtare con il Pd e di non avere una posizione chiara in Europa. Il presidente del Parlamento europeo smentisce categoricamente ipotesi di inciucio perché «il popolo non riconosce queste posizioni. E si è visto anche in tutte le elezioni anche amministrative. Senza  Forza Italia non esiste il centrodestra né una possibile maggioranza. In Europa sono stato io  sconfiggere la sinistra – sottolinea Tajani – sono stato eletto dal gruppo dei conservatori, la famiglia a cui ha aderito Fratelli d’Italia, quello dei Liberali e dei Popolari. Semmai è la Lega che non votò per me aiutando  indirettamante il candidato di Renzi».

«Questo governo è al capolinea»

«Noi siamo una forza politica responsabile, non usiamo il consengo popolare per favorire interessi di parte o di partito», aggiune, «non faremo mai cadere una giunta locale per una ripicca». E in nome della responsabilità chiede alle altre forze politice di centrodestra di tornare a costruire una coalizione «per dare le risposte di cui gli italiani hanno bisogno». Quanto allo stato di salute del governo dice  che «anche la Lega comincia a capire che questo matrimonio con M5S è finito e si va verso il divorzio, come dimostrano le dichiarazioni di Giorgetti. Noi siamo pronti ad andare alle elezioni anticipate per dare al Paese la maggioranza omogenea che il Paese necessita, se Mattarella deciderà così.  Se andassimo a votare  sono sicuro che gli italiani sceglierebbero una maggioranza di centrodestra».

«Non si usa il crocifisso per vincere le elezioni»

Poi non rinuncia a una frecciatina a Salvini sul caso del comizio di Milano: «Sono cattolico praticante, ho la stessa moglie da 30 anni, non sono un santo, ma il crocifisso l’ho a casa e lo venero in Chiesa. Non abbiamo mai usato il crocifisso o il Vangelo per vincere le elezioni, non è uno strumento per prendere voti. Non si strumentalizza la fede, è una sorta di appropriazione indebita», dice annunciando di ricandidarsi alla guida  dell’Europarlamento. «Sono l’unico italiano tra le cariche più importanti che può confermare il suo ruolo. Avere ai vertici delle istituzioni un suo figlio ci permette di contare di più».

 

 

 

 

 

 

Commenti

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  • Sandro Cecconi 23 Maggio 2019

    Beato chi gli crede anche solo parzialmente.

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