Repubblica si inventa il “Medioevo della sicurezza” per attaccare Salvini

domenica 5 maggio 12:11 - di Vittoria Belmonte

Non è carino imbastire polemiche elettorali su una bimba che lotta per la vita ma è proprio ciò che sta accadendo dopo la sparatoria di Napoli. Non solo ne approfittano i 5Stelle per colpire l’alleato leghista, ma ne approfitta soprattutto Repubblica, il quotidiano paladino della sinistra dei “buoni sentimenti”, spesso tradotti in livore contro il nemico.

Ne è un esempio il titolo di apertura odierno: “Siamo al Medioevo della sicurezza”. Torna l’uso della parola Medioevo per indicare arretratezza e tempi oscuri, anche se la prima pistola in Italia appare alla metà del Cinquecento. Sottigliezze. Le armi usate nel Medioevo erano altre: spade, asce, balestre, macchine d’assedio, colubrine… e niente di tutto ciò viene utilizzato dai clan camorristici.

Ma quando saremmo sprofondati nel Medioevo della sicurezza? Ovvio, adesso che Salvini è al Viminale. Prima invece a Napoli non succedeva mai nulla di preoccupante sotto il profilo della criminalità…

Vale la pena allora dare un’occhiata alle statistiche. Nel 2016, in piena epoca Renzi, Napoli era la capitale degli omicidi con un totale di 162, tra uccisioni commesse e tentate, 10,43 ogni 100mila abitanti. Napoli era anche prima  per il numero di rapine ogni cento abitanti con un incremento del 9%.

Nel 2017 abbiamo 35 omicidi nel capoluogo partenopeo che nel 2018, quando incombe il Medioevo della sicurezza, passano a 21. Sono solo freddi numeri, certo, ma necessari per chiarirsi le idee. Ancora nel 2018 secondo la relazione della questura sui delitti commessi a Napoli c’è una riduzione del 2,59% dei reati commessi rispetto al 2017.  I tentati omicidi sono passati da 108 a 67.

Certo, ha ragione il procuratore antimafia Federico Cafiero de Raho, intervistato proprio da Repubblica: l’aumento del numero di poliziotti non è la sola risposta, o comunque non è sufficiente. Ma di qui a parlare di Medioevo della sicurezza ce ne corre, soprattutto da parte di quella sinistra color fucsia che ha sempre guardato con disprezzo e antipatia alla militarizzazione delle città.

 

 

Commenti

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  • Francesco Ciccarelli 5 maggio 2019

    Mi piacerebbe sapere se la “Repubblica” dà lo stesso risalto ai fatti criminali commessi dagli stranieri -sud americani, africani ecc. – che ammazzano con le ascie e armi simili!

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