Regionali, il Piemonte cambia velocità. In pole position il centrodestra unito

sabato 25 Maggio 11:41 - di Eugenio Battisti

Non solo europee. Domani al voto anche per eleggere la guida della Regione Piemonte. Una campagna elettorale ispirata al fair play, decisamente oscurata dal voto per il Parlamento di Strasburgo e trascurata dai media. Eppure la posta in gioco delle regionali in Piemonte è alta e la sinistra lo sa bene: con la probabile vittoria del centrodestra, come dimostrano i sondaggi, tutto il Nord sarebbe governato dal centrodestra. Un colpaccio per l “nuovo” Pd di ZIngaretti.

Le regionali non rappresentano solo un test locale.  In ballo c’è la Tav Torino-Lione, un patata bollente per il governo gialloverde e le future alleanze e coalizioni. Con la vittoria del centrodestra, che si presenta compatto, cadrebbe l’ultimo baluardo della sinistra in terra sabauda, oggi nelle mani del Pd con il governatore uscente Sergio Chiamparino, già sindaco di Torino,  che tenta il bis.

Regionali in Piemonte, favorito il candidato del centrodestra

La sfida è a quattro ma il candidato favorito è l’eurodeputato Alberto Cirio, torinese, 47 anni, originario di Alba, ex assessore all’Istruzione e al turismo della giunta di Roberto Cota.  A sostenerlo compattamente la Lega, Forza Italia, Fratelli d’Italia, Udc e Sì Tav Sì Lavoro per il Piemonte nel Cuore, la formazione di Mino Giachino, ex sottosegretario ai trasporti del governo Berlusconi e promotore, insieme alle “Madamine”, delle manifestazioni a sostegno della Torino-Lione. In pole position, con lo slogan “Un’altra velocità per il Piemonte,  Cirio ha rafforzato l’intesa  con gli alleati firmando un patto col governatore ligure, Giovanni Toti. Con un passato da consigliere comunale della Lega negli anni Novanta, è riuscito a riunificare il centrodestra nella sfida anti-Chiamparino. «Il Piemonte di domani dovrà guardare all’Europa, un’Europa diversa», ha detto l’aspirante governatore dal palco del Lingotto in occasione della convention di Fratelli d’Italia, «il governo Chiamparino ha gestito la risorse con timidezza, abbiamo speso solo il 30% delle risorse che avevamo a disposizione e questo non deve più accadere. In quelle risorse c’e il futuro del Piemonte. Se vogliamo rilanciare il Piemonte abbiamo bisogno di risorse, ma non dobbiamo prenderle dalle tasche dei cittadini».

Il centrosinistra schiera il governatore uscente Sergio Chiamparino, 71 anni, che tenta la conferma  puntando tutto sulla bandiera pro-Tav. Eletto presidente della Regione nel 2014 è stato anche sindaco di Torino per dieci anni. È sostenuto dal Pd, Liberi e uguali, la formazione di Federico Pizzarotti Italia in comune, +Europa, Sì Tav, Democrazia solidale, Verdi e altre liste pro Chiamparino.

Per i Cinquestelle c’è l’outsider Giorgio Bertola, 49 anni, ex impiegato commerciale, che ha giocato tutta la sua campagna elettorale denunciando un presunto idillio tra i due sfidanti del centrodestra e del centrosinistra. Consigliere regionale, è stato scelto dal voto online degli iscritti 5Stelle con 1.500 preferenze. Bertola è l’unico candidato No-Tav della competizione.

Infine Valter Boero, 65 anni, è il candidato del Popolo della famiglia, il movimento di Mario Adinolfi. Professore di scienze agrarie, già consigliere comunale dell’Udc e portavoce del Movimento pro Vita in Piemonte.

 

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