«Ora legalizziamo la cannabis»: la Bonino chiama alle armi, il M5S subito si accoda

venerdì 31 maggio 11:26 - di Valeria Gelsi
cannabis

Non ci vogliono stare. E già annunciano che le tenteranno tutte per fare in modo che la cannabis possa continuare a circolare liberamente. Non solo la cosiddetta “light”, che ieri è stata messa al bando dalla Cassazione, a sezioni unite. Ma anche la cannabis che è droga vera e propria, anche se poi i suoi sostenitori si ostinano a dire che è “leggera”. C’è tutto un fronte politico che si sta agitando moltissimo contro la sentenza che ha decretato come illegale la vendita dei «derivati dalla coltivazione della cannabis». In prima fila ci sono Pd e +Europa, ma nel campo della droga libera ci sono anche altri giocatori. E non da ieri. A partire dal M5S.

+Europa rilancia l’intergruppo parlamentare

«All’Italia non serve una caccia alle streghe che allarga il mercato criminale. Serve una legge che legalizzi la cannabis e i suoi derivati. I numeri (senza “vincolo di mandato”) ci sono. Bisogna subito costituire un intergruppo parlamentare. Da domani vediamo chi ci sta», ha twittato Riccardo Magi, deputato di +Europa, già segretario dei Radicali e «promotore – rivendica sul suo profilo – del Radical cannabis club». Un appello a farsi avanti che in Parlamento potrebbe raccogliere davvero, se non i numeri, almeno un certo consenso trasversale. Basta guardare alla scorsa legislatura per rendersene conto. All’intergruppo promosso da Benedetto Della Vedova, allora sottosegretario e oggi deputato di +Europa, aderirono oltre 200 parlamentari. E non erano certo tutti radicali o del Pd. Vi aderirono, infatti, anche una manciata di deputati di Forza Italia e tutti i big del M5s: da Alessandro Di Battista a Carla Rucco, da Roberto Fico a Luigi Di Maio. Praticamente gli unici a restarne fuori furono FdI e Lega, ancora oggi, di fatto, le uniche due forze saldamente ancorate al no a qualsiasi tipo di droga.

Il M5S favorevole alle droghe libere

Tutti gli altri, tutti insieme come intergruppo, firmarono una proposta di legge per la legalizzazione della cannabis. Una proposta che andava ben oltre, quindi, il fenomeno successivo dei cannabis shop, i quali – vale la pena ricordarlo – sono la conseguenza di quella legge 242/16, ora chiarita dalla Costituzione, i cui firmatari erano esponenti del M5S. Ma non bisogna andare così indietro nel tempo per rintracciare il sostegno del M5S alla droga libera. Ancora a gennaio di quest’anno il M5s si è fatto promotore di una proposta per la legalizzazione vera e propria, cercando di scavallare il problema del governo con un appello a dare la parola al Parlamento. Esattamente quello che gli integralisti della droga libera di +Europa puntano a fare con l’intergruppo parlamentare. I numeri potrebbero non esserci, ma politicamente è un cerchio che si chiude. E che rischia di aprire un nuovo fronte di scontro in seno all’esecutivo giallo-verde.

Commenti

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  • giorgio 31 maggio 2019

    legalizzare subito grazie Bonino

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