Olio di semi venduto come extravergine: 24 arresti in tutta Italia

martedì 14 maggio 13:19 - di Redazione

I Carabinieri del NAS di Foggia, a conclusione dell’indagine “Oro Giallo” hanno arrestato 24 persone – 14 finite in carcere e 10 ai domiciliari -, ritenute responsabili, a vario titolo, di associazione per delinquere finalizzata alla commissione di frodi nel commercio di ingenti quantità di olio di semi, etichettato come olio extravergine di oliva. L’indagine è partita da un’ispezione effettuata in una rivendita di generi alimentari di Foggia, che ha permesso di svelare l’esistenza di un’organizzazione che avrebbe gestito il traffico di ingenti quantitativi di olio di semi, di soia o di girasole, a cui sarebbero stati aggiunti clorofilla e betacarotene, per renderlo simile all’olio extravergine di oliva.

La vendita sarebbe avvenuta soprattutto nelle regioni del Nord Italia, nel Lazio, in Puglia e in Germania. La base dell’organizzazione era dislocata in Italia, a Cerignola (Foggia), all’interno di un oleificio che sarebbe stato utilizzato come base logistica della sofisticazione. Al titolare i membri del gruppo si sarebbero rivolti per acquistare l’olio di semi già sofisticato o ancora da taroccare. Il principale indagato avrebbe acquistato, nel corso dell’indagine, milioni di litri di olio di semi da multinazionali con sede nel Nord Italia. Due volte a settimana, l’olio di semi acquistato sarebbe stato trasportato a Cerignola con autobotti e scaricato presso l’oleificio.

Sequestrati dai Nas diversi milioni di litri di olio di semi

L’organizzazione, avvalendosi di prestanomi per sviare eventuali indagini, avrebbe acquistato da una ditta della provincia di Milano additivi alimentari, quintali di clorofilla e betacarotene, da utilizzare per la sofisticazione dell’olio di semi. L’olio sofisticato sarebbe stato poi portato nel Nord Italia (Piemonte, Lombardia ed Emilia Romagna) o venduto in alcuni ristoranti delle principali città italiane ed estere. I membri dell’organizzazione muniti di maggiore capacità economica ed esperienza sarebbero stati in grado di effettuare trasporti quindicinali in Germania attraverso carichi di interi autoarticolati (23.000 litri per ogni spedizione). Giunto in Germania, l’olio sarebbe stato depositato presso aziende specializzate in logistica per la successiva distribuzione a ristoranti o punti vendita della grande distribuzione tedesca o con il collaudato sistema del porta a porta. In Germania sarebbe stata costituita una rete distributiva costituita da piazzisti di origine italiana, che fornivano il supporto logistico e commerciale ai sofisticatori italiani.

L’olio finiva sulle tavole di alcuni ristoranti dei vip

Gli indagati, soprattutto in Germania, sfruttando l’italian sounding, hanno determinato un danno di immagine all’olio extravergine di oliva nazionale, proponendo in maniera preponderante sul mercato un prodotto sofisticato ben lontano dalla qualità merceologica e nutrizionale di tale eccellenza. Numerosi i sequestri. Intercettati sei autotreni carichi di 23 mila litri ciascuno di olio sofisticato, che avevano come destinazione la Germania. Altri sequestri sono stati realizzati a Roma, Campobasso, Ancona, Milano, Torino, Parma, Napoli e in varie località pugliesi, oltre che in territorio tedesco. Intercettati carichi di olio sofisticato anche presso noti ristoranti del centro storico di Roma e di Berlino, con contestuale sequestro di lattine con etichettature riconducibili ad aziende inesistenti, venduto a un prezzo inferiore a quello di mercato. Il giro d’affari era milionario. Un litro di olio sofisticato, compreso il contenitore utilizzato, aveva un costo produttivo di circa 1,20 euro, rivenduto sul mercato a prezzi oscillanti tra i 5 ed i 10 euro per litro.

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