Odio antifascista a Ladispoli: continue minacce di morte a sindaco e consiglieri di FdI

giovedì 9 maggio 15:13 - di Augusta Cesari

Tira una brutta aria a Ladispoli. Non si placano i rancori messi in campo dall’Anpi e dal sinistrume arroccato in consiglio comunale in merito all’intitolazione della piazza a Giorgio Almirante. La lapide sfregiata all’indomani dell’inaugurazione è una ferita che attraversa il paese e non solo. Continuano  a ritmo quotidiano gli  episodi di intolleranza rispetto a chi non si omologa al pensiero unico antifascista. Fratelli d’Italia stigmatizza una situazione critica. Non solo le manifestazioni contro le intitolazioni, le targhe divelte, ora arrivano direttamente alle minacce di morte al sindaco Grando ( «Devi morire, fascista di merda») aggressioni verbali, tra gli altri al capogruppo di FdI, Raffaele Cavaliere.

Intimidazioni contro i consiglieri di FdI

«A Grando e Cavaliere ed a tutti i cittadini di Ladispoli va la mia personale solidarietà», dice Giancarlo Righini, consigliere regionale di FdI. «Singolare che chi rivendica di aver lottato ieri per il diritto di parola e per la democrazia oggi intenda negarla agli altri… tanti, troppi episodi di violenza verbale e fisica a Ladispoli», dice postando il video retorico delle celebrazioni del 25 aprile scorso in cui sono state scomodate dagli oratori parole come libertà e democrazia, negate poi nella pratica quotidiana. Bella tempra di antifascisti.

Cavaliere (FdI): «Clima di odio»

Una esempio. Durante il Consiglio comunale di Ladispoli dell’aprile scorso nessun membro dell’opposizione ha preso le distanze dall’atto di vandalismo, dalla distruzione della targa di Piazza Almirante, e dagli insulti, dalle offese e dalle minacce contro il Sindaco Grando  espressi sui i vari social network. «Una testimonianza di solidarietà e la condanna di questi vili comportamenti sicuramente avrebbero contribuito a migliorare il clima di odio costruito in quasi due anni contro l’Amministrazione Grando. Ma la sinistra locale, che si definisce pacifista, certamente non si ritiene corresponsabile degli atti contro il Sindaco e la sua maggioranza», stigmatizza Cavaliere.

 

 

 

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