Migranti teleguidati dalla sinistra: in arrivo ricorsi in massa dei richiedenti asilo

sabato 4 maggio 13:20 - di Giovanna Taormina

Il dl Salvini è minacciato da ricorsi in massa dei migranti. Dopo le sentenze dei giudici che puntano a scardinare la normativa, gli avvocati dei migranti minacciano: «Portiamo i richiedenti asilo all’anagrafe». L’ultimo caso è quello di un giudice che ha obbligato il Comune di Bologna a dare seguito all’iscrizione anagrafica di due immigrati (un uomo e una donna).  Il giudice Matilde Betti, come riporta il Giornale, ha accolto il ricorso di una donna presentato dagli avvocati Paola Pizzi e Antonio Mumolo, volontari dell’Associazione Avvocato di strada Onlus. La straniera, ospite di una struttura di accoglienza, aveva dichiarato di aver lasciato il proprio Paese sentendosi perseguitata a seguito della sparizione del marito e del figlio e di non disporre di una sistemazione alloggiativa stabile. Il Comune le aveva negato la residenza in base al dl Salvini. Ma alla fine ha vinto lei.

Migranti, la sentenza del giudice di Bologna

Il decreto – si legge nella sentenza – «non contiene un divieto esplicito di iscrizione anagrafica per i richiedenti asilo», ma dice che «il permesso di soggiorno per richiesta di asilo non vale a consentire l’iscrizione anagrafica (…) in base a tale permesso». «La dizione “non costituisce titolo per la iscrizione anagrafica” – spiega infatti la toga – pone un immediato problema interpretativo, poiché nel quadro normativo non si rinvengono situazioni di fatto o titolarità di documenti che “costituiscano titolo” per l’iscrizione anagrafica nei registri della popolazione residente”. In sostanza, secondo il tribunale il decreto non vieta la residenza ai richiedenti asilo, ma impedisce solo che a presentare la richiesta siano i centri di accoglienza. Nessun automatismo, insomma. Ma, «se un soggetto va all’anagrafe in modo autonomo e chiede l’iscrizione senza il tramite di nessuna struttura – spiega al Giornale l’avvocato Momulo – deve ottenerla se ha i requisiti».

L’ira di Salvini

«Lasci il tribunale e si candidi con la sinistra», ha detto Salvini rivolgendosi alla Betti. Il ministro ha già annunciato ricorso, ma il problema rimane. Il presidente di Avvocato di strada onlus, infatti, ha già avvertito il ministro dell’Interno. «Se Salvini ci costringe a farlo – ha detto Momulo all’Adnkronos – faremo ricorso in tutte e 54 sedi delle città italiane dove siamo presenti. Accompagneranno i richiedenti asilo all’anagrafe per chiedere la residenza, se i sindaci li iscriveranno, benissimo, non ci sarà bisogno di instaurare un contenzioso di massa, ma se non li iscriveranno, disapplicando la legge, saremmo costretti a ricorrere all’autorità giudiziaria, per ottenere sentenze analoghe a quella di Bologna».

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