Michele Bravi e l’incidente mortale, parla l’avvocato: «È libero, basta fake news»

venerdì 10 maggio 13:04 - di Renato Fratello

Dopo mesi Michele Bravi aveva rotto il silenzio con un breve tweet: «Sto cercando di costruire piano piano la realtà. Vi voglio bene». Poi di nuovo il silenzio da parte sua, ma non da parte di chi voleva sapere di più del cantante dopo l’incidente stradale in cui, mentre lui era al volante, una motociclista di 58 anni ha perso la vita.

«Sta molto male e il suo silenzio è proprio per rispettare le persone coinvolte. Una cosa del genere segna moltissimo. Ma segna anche leggere che molti ti considerano già il responsabile di questo dramma», fa sapere al Corriere della sera l’avvocato dell’artista, Manuel Gabrielli, che vuole fare chiarezza su quanto sta accadendo al suo assistito ricordando prima di tutto che si tratta di «una tragedia che ha colpito la vittima e la sua famiglia come Michele. Eppure in questi mesi ho letto attacchi immotivati a lui, fatti senza una conoscenza degli atti».

«Ci è stato notificato da parte della procura il termine delle indagini. Non c’è quindi nessun processo in atto», spiega il legale aggiungendo che «ci sono rilevanti elementi di innocenza, in grado di dimostrare la sua estraneità alla determinazione del delitto». E dopo aver sottolineato che non c’è stato nessun patteggiamento, il capo di indagine è omicidio stradale, chiarisce la dinamica: «Michele non stava facendo un’inversione a U, né una manovra vietata, ma una svolta a sinistra per entrare in un passo carraio. Un fatto confortato dalla procura. Secondo: la moto veniva da dietro e ne stiamo analizzando la velocità; Michele nella svolta aveva già impegnato la linea di mezzeria e l’impatto è stato contro lo sportello posteriore dell’auto, lato guidatore». Per il legale dunque Bravi, che è tra l’altro risultato negativo agli esami tossicologici, stava compiendo alla guida un’ «azione di cui aveva piena legittimità».

Quello che Gabrielli spera già ora, è che smettano di circolare le fake news per le quali «tutto sembrava già deciso. Michele non ha nessuna misura cautelare da rispettare. È liberissimo e sarà sempre libero». Tranne che dal suo dolore.

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