M5S, per Di Maio è già pronta la sentenza di condanna. Ruocco: «Dimettiti, che è meglio»

martedì 28 maggio 15:43 - di Renato Fratello

M5S sempre più in crisi. Luigi Di Maio è al bivio, dopo la clamorosa disfatta del Movimento 5 Stelle. E così  dopo le senatrici Elena Fattori e Paola Nugnes, anche una fedelissima di vecchio corso come Carla Ruocco, presidente della commissione Finanze alla Camera chiede a Di Maio di fare un passo indietro. «Ora Luigi rifletta se deve dimettersi. Non si resta al governo a tutti i costi». La deputata in un’intervista rilasciata al Messaggero ha sparato contro Di Maio: «Voglio bene a Luigi (Di Maio, ndr) con cui per anni abbiamo fatto crescere il Movimento, ma c’è una responsabilità politica di questo brutto risultato che non spunta dal nulla ma ha radici lontane: penso all’esperienza di Roma. Sarebbe giusta una riflessione e mi dispiace ma non ho ancora avuto segnali». E poi ancora: «Penso che il M5S debba essere al servizio del Paese e ho la presunzione che le 5 Stelle del nostro Movimento siano in grado di raggiungere questo obiettivo. Fino a quando sarà possibile farlo da una posizione di governo, ben venga, altrimenti sarà giusto farlo dall’opposizione, ricordando che la finanza è al servizio dell’economia che non ha confini nazionali: non è possibile evitare il confronto con l’Europa per ottenere nuove regole di bilancio e rischi condivisi».

Di Maio e l’avvertimento di Carla Ruocco

E, infine, ha chiosato: «Il Movimento è nato sulla condivisione dei valori, dei temi e dell’azione politica, e non su catene di comando… Abbiamo pagato errori organizzativi e comunicativi. Presentandoci solo nel 7% dei Comuni in cui si votava per le amministrative abbiamo dato un’idea di lontananza dagli elettori. Non siamo riusciti a caratterizzarci come forza politica di rinnovamento, anche per colpa di troppi cambi di linea comunicativa in corsa. Siamo caduti anche noi nella trappola dell’immagine dell’uomo solo al comando che è antitetico al Dna del Movimento. Il voto delle Europee è un voto prevalentemente di opinione su temi generali. Il difetto di coerenza è stato letale».

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