Forza Italia è in preda a una crisi di nervi. E preferisce insultare la destra e non la sinistra

domenica 19 maggio 17:43 - di Francesco Storace

C’è un deputato in caccia di gloria e di ulteriori benemerenze dalla casata. Si chiama Andrea Ruggeri e tra i tanti non ha trovato di meglio che prendersela pure con il vostro direttore. “Riciclato” della Meloni mi ha battezzato.

Mi sa che sta male. Riciclato per cosa? Caro onorevole, io non mi sono candidato né lo scorso anno alle politiche e alle regionali; e nemmeno quest’anno per le europee.

Faccio il mio lavoro per il Secolo d’Italia, di cui sono orgogliosamente direttore. In proposito, Google Analytics le potrà fornire qualche dato concreto del nostro successo editoriale.

Impari a prendere bene la mira perché rischia di farsi male, oltre che a ritrovarsi una redazione alle costole che potrebbe infastidirla non poco. Anche perché che sia un esponente di Forza Italia a muovere accuse di riciclaggio politico è davvero ridicolo, patetico, controproducente.

Oppure le dà fastidio che questa destra non muore perché la coerenza paga sempre. Domenica prossima non andrete bene. Ma il fatto che sia prossima la legnata non autorizza nessuno di voi ad insultarci. Alla Corte della Merkel e di Juncker ci state voi; un premier come Draghi lo volete voi; e ancora parlate di trasformismo?

Chiudete la bocca e non fatevi più sentire da nessuno, perché beccate più fischi che voti. Noi ci teniamo orgogliosamente Giorgia Meloni, leader fresca e moderna di una destra all’altezza della sfida. Voi tenetevi una classe dirigente terrorizzata dal suo destino e ormai senza più una leadership amata come nel passato.

I tempi passano per tutti, onorevole Ruggeri. E quelli come lei ballano un solo valzer.

Le provocazioni non vi si addicono. Perché sbagliate mira e francamente risultano anche penose. Grazie comunque per l’attenzione: in effetti ci conoscono e ci considerano molto più di voi. Che state là solo per la volontà del principale.

Commenti

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  • ADRIANO AGOSTINI 20 maggio 2019

    Ha pienamente ragione. Chi non se ne rende conto è il “capo”. E’ vero: non si rendono conto che i tempi cambiano. La sinistra non serve più oggi e tra un po’ scomparirà e chi la rincorre per governare prenderà una bella botta.

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