+Europa flop, non arriva al 4%: la Bonino resta fuori dal parlamento europeo… e mastica amaro

lunedì 27 maggio 15:04 - di Prisca Righetti

E non c’è proprio niente da fare: nonostante il nome del titolo. Malgrado l’impegno profuso a suon di slogan pro Unione e filo accoglienza. A dispetto di promesse e propaganda, +Europa non arriva al 4% e Emma Bonino mastica amaro e se la prende con Salvini e Di Maio…

Emma Bonino all’ennesimo flop: +Europa sconfitta alle Europee

Già, perché il partito capitanato da Emma Bonino si è fermato a 822.753 voti, pari al 3,09% dei consensi, il che vuol dire perdere la lunga maratona a un passo dal traguardo (per non aver raggiunto la soglia di sbarramento del 4% che garantisce l’accesso al Parlamento Europeo) e vedersi superare a destra da Matteo Salvini, dal Pd, persino dai Cinque stelle in calo vertiginoso. Un flop, quello ancora lungi dall’essere metabolizzato della Bonino, che a conti fatti chiude col segno meno anche quest’ultimo agone elettorale: e come ricorda in queste ore, tra gli altri, il sito de Il Giornale che analizza la sconfitta della leader di +Europa, ex radicale storica, «è dalle Europee di vent’anni fa (quando in ticket con Pannella prese l’8%) che la Bonino inanella un tonfo dopo l’altro, non vincendo e non eleggendo neanche un candidato, né alle Europee del 2009, né alle regionali in Lazio del 2010, né a quelle in Basilicata, né alle Politiche del 2018 (quando entrò in Parlamento, con Tabacci, grazie a un seggio blindato…)».

La leader di +Europa deve dire addio al parlamento europeo

Un’analisi amara quanto basata sull’incontrovertibilità dei dati snocciolati a profusione dal sito del quotidiano milanese diretto da Sallusti a cui la numero uno di + Europa prova a dare una spiegazione prendendosela con Salvini e DI Maio, e cioè rispettivamente con il trionfatore assoluto e con lo sconfitto per eccellenza di questa tornata elettorale. «In questa campagna elettorale non si è parlato di Europa», tuona sulle prime Emma Bonino in un’intervista al Corriere della sera subito ripresa puntualmente da Il Giornale, e poi aggiunge pure a stretto giro: «Noi di +Europa siamo stati gli unici ad affrontare nel merito i temi che erano alla base di queste elezioni. Gli altri hanno fatto i conti sulla realtà italiana. E sono conti che adesso non tornano […] Intanto perché votando Luigi Di Maio e Matteo Salvini non hanno realizzato che la Lega e i Cinque Stelle siederanno ai lati estremi del Parlamento europeo».

Parole amare che tradiscono una delusione cocente

Certo, è delusa Emma Bonino. Delusa e amareggiata da un risultato che, oltre bocciare il suo partito, ha visto anche gli odiati e forse non abbastanza temuti competitor interni italiani cimentarsi in Europa con un campagna elettorale nell’arco della quale, denuncia la leader di + Europa nell’intervista, «i due vicepremier non abbiano fatto praticamente nulla a livello di interlocuzioni europee, evidenziando come Salvini abbia soltanto visitato con grande entusiasmo un muro con il filo spinato» e come Di Maio dal canto suo abbia incontrato non Macron, ma i gilet gialli». Eppure, tanto è bastato: al primo per vincere e al secondo per perdere. Tanto che, non ancora paga, più che guardare alla trave nel suo occhio sbircia e denuncia la pagliuzza in quello degli avversari e tuona: «E ora come minimo bisognerebbe fare un rimpasto del governo». E in questo modo apre tutto un altro file provando al tempo stesso a resettare la sconfitta…

 

Commenti

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  • Giuseppe Tolu 28 maggio 2019

    Con i soldi di So@os potresti dare un contributo alla tua radio, o te la devo pagare io !?!? Vai bella, datevi la mano con la Boldriniskj e la Khinege e sparite dalla circolazione; se interessate cercano personale in una ditta per confezionare burro cacao, visto che vi prude più di tanto. P. S. Le confezioni del tipo affusolate.

  • contetadino 27 maggio 2019

    Bonino, è l’ora che tu stia Bonina !!!

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