“Deborah ha ucciso il padre per salvare lei e la mamma”. Monterotondo difende la ragazza

lunedì 20 maggio 18:32 - di Redazione

«Quella ragazza è una dea, soffriva dentro ma fuori sembrava sempre felice. Stava scappando con la mamma ieri, lui le ha inseguite. Era impazzito, Lorenzo, lo conosco da quando era un ragazzino e da quando aveva perso il padre non era più in sé». È un’anziana inquilina del palazzo popolare in via Aldo Moro, a Monterotondo, a raccontare la famiglia Sciacquatori e il suo dramma. Il 41enne ucciso ieri dopo l’ennesima violenta lite in casa, colpito dalla figlia 19enne ora ai domiciliari in casa di una zia, era un uomo rovinato dall’alcol.

I nonni di Deborah: “Il padre era violento, poteva uccidere anche noi”

«Non lavorava, si allenava con Deborah fino a tre anni fa nella piccola palestra di pugilato sotto casa dove ci sono i sacchi e i ragazzini giocano saltando la corda. Ultimamente però – racconta ancora la vicina – non aveva nemmeno più la forza. Era gonfio di vino, andava sempre a bere al bar al centro commerciale, tornava a casa solo per pranzare e riusciva. Sentivamo litigare, certo, ma non ci mettevamo in mezzo. Picchiava tutti, pure la madre cieca che viveva con loro. Ieri mattina Antonia e Deborah sono scappate in pigiama dopo che alle 5 del mattino è rientrato a casa.  «Questa storia andava avanti da più di 20 anni, da quando erano fidanzati. Nostra figlia era incinta e la menava – spiega con un filo di voce la nonna materna di Deborah – noi per coprire siamo arrivati al punto che l’esasperazione ha vinto. Mia figlia temeva che avrebbe ucciso anche noi, che sarebbe venuto a casa nostra».

Il sindaco di Monterotondo: “È una tragedia annunciata”

“Non dico che questa sia una tragedia annunciata, ma ce lo aspettavamo. La vittima era seguita dai servizi sociali e dalla rete del Comune che ha in carico i casi più difficili ma Lorenzo era assolutamente difficile, recalcitrante a seguire i consigli dei tecnici e dei professionisti della Asl. Un quadro complesso il suo, reso impossibile dall’alcol e dagli stupefacenti”. Così all’Adnkronos il sindaco di Monterotondo, Tonino Lupi, commentando l’omicidio di Lorenzo Sciacquaroni. “Ultimamente – continua parlando della vittima – era su di giri più del solito, vero è che era stato ricontattato dalla Asl; me ne ero interessato personalmente perché mi avevano detto che lo vedevano più agitato e nervoso. Mai ha accettato un percorso di cure e i tentativi di inserirlo in percorsi lavorativi protetti, di recuperarlo, si sono rivelati senza successo”. Intanto nel comune si è attivata una vera e propria gara di solidarietà in sostegno della famiglia: l’amministrazione ha messo a disposizione il loculo cimiteriale mentre per i funerali si stanno già organizzando gli amici.

La preside della scuola di Deborah: “Ragazza irreprensibile”

«Deborah frequenta nel nostro istituto l’ultimo anno del liceo artistico, è una ragazza irreprensibile, attenta e attendibile, il suo rendimento scolastico è sempre stato impeccabile». Lo ha detto all’Adnkronos Giuliana Vazza, presidente dell’istituto superiore ‘Frammartino’ di Monterotondo dove la 19enne, ora ai domiciliari per aver ucciso il padre, andava a scuola.

 

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