Cara Greta se vuoi salvare il pianeta, salviamo i cuccioli d’uomo: e spunta il maxi-manifesto contro l’aborto

martedì 14 maggio 15:29 - di Ginevra Sorrentino

Occupa l’intero fianco di un alto palazzo che si affaccia su via Tiburtina, il cartellone di 250 metri quadrati comparso questa mattina nel quartiere romano e destinato a far riflettere: sopra e sotto l’immagine del feto, infatti, le scritte recitano lo slogan della campagna antiabortista: «Cara Greta se vuoi salvare il pianeta, salviamo i cuccioli d’uomo»: il maxi-manifesto contro l’aborto si erge sulla strada ad alto scorrimento della capitale in tutto il suo potenziale mediatico…

Cara Greta, salviamo i cuccioli d’uomo: maxi-manifesto contro l’aborto

L’immagine che troneggia in tutta la sua potenza divulgativa ha come protagonista Michelino a 11 settimane dal concepimento, immagine eloquente accompagnata dallo slogan della campagna contro l’aborto: «Cara Greta se vuoi salvare il pianeta, salviamo i cuccioli d’uomo. #Scelgolavita». L’iniziativa, annunciata dall’associazione Pro Vita e Famiglia che l’ha annunciata, va a sottolineare, come riporta tra gli altri in queste ore il sito del Messaggero, «come l’affissione arrivi poco dopo la “vittoria” di Pro Vita davanti al Tar sui manifesti anti-aborto che il sindaco di Magione aveva fatto rimuovere “con delle assurde motivazioni e in violazione dell’articolo 21 della Costituzione”».

Associazione Pro Vita e Famiglia, noi scegliamo Michelino: ecco perché

«Noi scegliamo Michelino, ci battiamo per la vita di tutti, senza discriminazioni in base all’età o alla fase di sviluppo. Non ci fermeranno», dichiarano ancora una volta Toni Brandi e Jacopo Coghe, presidente e vice presidente anche del Congresso Mondiale delle Famiglie, anticipando contestualmente la loro presenza all’appuntamento del mondo pro life in calendario il prossimo 18 maggio: la “Marcia per la Vita”, che come ricorda ancora il sito del quotidiano capitolino, «partirà da Piazza della Repubblica alle ore 14». Nel frattempo, a scanso di equivoci e per chiarire la paternità e liceità dell’iniziativa, come riferisce sempre il Messaggero sulla base di quanto dichiarato a riguardo dal Campidoglio, «il maxi manifesto contro l’aborto è stato affisso su un palazzo privato tramite una concessionaria e pertanto senza la necessità di un’autorizzazione da parte del Comune». Detto questo, sottolineano sempre dal Comune, «gli uffici hanno avviato tutti i controlli per verificare la correttezza del procedimento sia nel suo iter che nei contenuti del manifesto». Una battaglia è vinta, ma la guerra si annuncia ancora lunga…

Commenti

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  • valerie 15 maggio 2019

    E vero che anche dall’altra parte non scherzano a punzecchiare continuamente, ma quando si studiano le provocazioni, se si è veramente interessati a un risultato piuttosto che a una semplice autoattestazione di coerenza o rigorosità morale, bisognerebbe essere in grado di fare uno spassionato bilancio dei costi/benefici sulla lunga durata, senza farsi guidare da ciechi ottimismi o da offuscamenti derivati da un senso del dovere intransigente.

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