Berlusconi dal letto dell’ospedale: “Non mollo, l’Italia ha bisogno di me”

domenica 5 maggio 10:37 - di Redazione

«Se ho avuto paura? Sì. Non si deve aver paura di confessare di aver avuto paura». Così Silvio Berlusconi al Corriere della Sera nella prima intervista dopo la delicata operazione d’urgenza dei giorni scorsi. Dal letto dell’ospedale San Raffaele di Milano, l’ex leader del centrodestra annuncia che non ha alcuna intenzione di ritirarsi dalla politica.

«È stato molto doloroso, ora però è passato. Tutti sanno che i dolori, le disavventure fisiche non mi hanno mai fermato. L’unica malattia inguaribile che mi affligge da sempre è l’ottimismo». Il presidente di Forza Italia è stato costretto a saltare parte della campagna elettorale, ma dice di avere fretta di tornare a lavorare: «Disobbedisco da sempre ai miei figli, anche se considero il loro amore per me il sentimento più prezioso della mia vita. Ma non sarei io se non rispondessi ad un dovere che sento come ineludibile». Berlusconi, che sarà dimesso lunedì mattina, sostiene di essere tornato in campo solo perché ha a cuore gli interessi degli italiani, nessun tornaconto personale: «Ho subito ingiustizie enormi, ma non devo riscattarmi da nulla: con me la vita è stata generosa. Voglio impegnarmi per affrontare il grande pericolo di questa stagione, che preoccupa molti osservatori internazionali: il disegno egemonico della Cina».

Berlusconi su Salvini: “Solo una macchina da comizi”

Interpellato sull’ex alleato Matteo Salvini, Berlusconi non ha parole lusinghiere. «È una formidabile macchina da comizi, ma non è riuscito a orientare il governo alla realizzazione di qualche punto del programma di centrodestra grazie al quale sono stati eletti nei collegi molti suoi parlamentari insieme a quelli di Forza Italia e Fratelli d’Italia. La conseguenza è che Salvini condivide le decisioni sbagliate dei Cinque Stelle assumendosene così la corresponsabilità davanti agli elettori».

A 82 anni Berlusconi rimane in campo

«Il centrodestra – precisa il Cavaliere, che il 29 settembre compirà 83 anni – è il presente e sarà anche il futuro. L’abbiamo fondato noi 25 anni fa e lo dimostrano i successi nelle amministrazioni locali e le difficoltà di questo governo. Non esiste un’alternativa credibile al centro-destra che sia anche vincente”. Sullo scenario europeo, i sovranisti, anche quelli italiani, al Parlamento europeo saranno una forza minore. Da soli non conteranno nulla, non avranno alcun ascolto. Il Ppe invece è decisivo per qualsiasi maggioranza. Dal suo interno lo indurremo a realizzare questo cambiamento” E cioè la rottura dell’alleanza con le sinistre. Alleanza che, nonostante l’inguaribile ottimismo del Cavaliere, al momento è nei fatti.

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