A Milano vogliono fare un maxiprocesso per mille saluti romani a Sergio Ramelli

mercoledì 1 maggio 6:00 - di Francesco Storace

A Milano si sono messi in testa di fare un maxiprocesso a mille braccia tese nel saluto romano. Non è una fake news. A quanto pare la magistratura del capoluogo lombardo non vuole mollare l’osso. La commemorazione di Sergio Ramelli deve avere per forza conseguenze giudiziarie, non bastavano questore e prefetto.
Sembra incredibile ma pare tutto vero. La campagna contro il cosiddetto “pericolo nero” raggiunge l’apice per questo 29 aprile appena trascorso. Mille militanti di destra che hanno voluto onorare un ragazzo assassinato a sprangate saranno tutti identificati con le telecamere, denunciati e magari processati. E’ un peccato non essere riusciti a prendere per tempo il treno per Milano: sarebbe stato bello poter dire c’eravamo anche noi, indagateci.

Con i soldi dei cittadini…

A quanto pare i magistrati Alberto Nobili e Piero Basilone hanno deciso di usare il pugno duro. Non quello chiuso, per carità, sennò qualcuno potrebbe accollarci una specie di vilipendio… Anziché restare ammirati per il rispetto che 44 anni dopo si porta ad un Caduto degli anni di piombo da parte di una comunità, si impegnano soldi dei cittadini per aprire un fascicolo giudiziario per la gioia di Repubblica. I “reati” sarebbero quelli di manifestazione fascista e manifestazione non autorizzata. Già, perché a Milano è vietato sfilare in corteo per commemorare un militante del Msi ucciso da una banda di vigliacchi, mentre lo è consentito a chi esalta gli eroi che lo ammazzarono.
E si prevedono molti indagati proprio per quella cerimonia del ‘presente’ con saluto romano davanti alla lapide per Ramelli. Apprendere questa notizia mentre dall’altra parte d’Italia si leggeva delle orribili gesta della banda di Manduria contro un anziano disabile fa un certo effetto. Basterebbe chiedere ai cittadini normali che cosa temono di più in questi tempi di violenza sadica.

Non fermeranno il ricordo dei Caduti

Anche perché ormai non si contano più le assoluzioni per il “reato” di saluto romano. Persino a Milano, dove chi giudica ha mandato  assolti, sempre ieri, quattro esponenti di Lealtà ed Azione, pizzicati con il terribile braccio teso al campo 10 del cimitero Maggiore. Era l’omaggio ai Caduti della Rsi, ed era 25 aprile del 2016. La sinistra ulula, ma come ha stabilito la Corte, “il fatto non sussiste“. Il pm era sempre Basilone, limitatosi – bontà sua – a sollecitare tre mesi di reclusione.
Ma che senso hanno queste iniziative giudiziarie? Certa magistratura si illude di poter fermare così chi non rinuncia al ricordo del martirio di intere generazioni? Emerge clamoroso il senso dell’ingiustizia di Stato, o di regime se si preferisce. E quel che stupisce è l’atteggiamento di chi sta al governo. Ma dov’è il cambiamento se si continua lungo la vecchia strada della persecuzione di chi sta a destra? Il ministro Bonafede è in grado di dire agli italiani quanto costano in indagini e processi a vuoto questo tipo di inchieste che si stanno casualmente intensificando?
Quei quattrini spendeteli meglio, per garantire certezza della pena per i delinquenti che minacciano la gente perbene e non per tentare di impaurire chi si raduna nel nome di chi non c’è più. La sfiducia nel sistema giustizia cresce anche per questi atteggiamenti incomprensibili.

Commenti

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  • Mauro Collavini 14 maggio 2019

    Non c’ero ma denunciassero anche me perchè psicologicamente c’ero anch’io e salutavo anch’io Sergio con il braccio teso.

  • Giuseppe La Porta 2 maggio 2019

    Sarà ora di abrogare la disposizione n. XII transitoria e finale della costituzione italiana, perché i padri costituenti la vollero ma come recita testuale transitoria . Si passi poi alla legge Scelba e per finire a tutte le norme che prevedono reati d’opinione. Basta sprecare soldi pubblici per perseguire le opinioni di chi dissente dal regime . L’Italia non è ancora una democrazia compiuta.

  • Renato Biscetti 2 maggio 2019

    Condivido, avrei voluto esserci anche io a gridare presente salutando romanamente alla memoria di quel povero ragazzo vittima delle bestie che ora dettano legge.

  • Paolo 1 maggio 2019

    Certi Giudici e certi politici alleati nel cercare di reprimere un pensiero un sentimento che la gente ha dentro e si sente di manifestare con un saluto di qualunque idea politica si tratti non fa altro che alimentarlo e rafforzarlo. vogliono toglierci la liberta d’espressione ma non ci riusciranno!

  • Banchero Giuseppe 1 maggio 2019

    Questa è l’ Italia dei millantatori e dei disonesti e dei magistrati e giudici che sono politicamente schierati, vergogna visto che dovrebbero essere super partes.Questo è il paese dove i delinquenti fanno gli affari loro, impuniti, e gli onesti invece finiscono in galera per un tozzo di pane. Il DNA di tanti italiani è repubblichino e il saluto romano è un doveroso omaggio ai caduti per l’Italia.

  • Giorgio Colomba 1 maggio 2019

    A quando una radicale riforma della giustizia che disinneschi la pletora di toghe rosse che dai tempi di Togliatti Guardasigilli ammorbano il Terzo potere?

  • Giovanni Trigona 1 maggio 2019

    Ma siamo all’assurdo, processare oltre 1000 Camerati che hanno fatto il saluto romano a Milano?. E quelli delle altre città , perché no?.. e io che ho salutato romanamente i miei martiri dal Canada ? Invidia, a chi voglio essere tra i 1000.
    Morirete scemi. Saluti Romani da Vancouver Canada 🇨🇦🖤🇮🇹

  • rino 1 maggio 2019

    Le toghe rosse non si addicono alla magistratura perché le toghe dei magistrati sono sempre state di colore nero.

  • alfonso43 1 maggio 2019

    I comunisti non si smentiscono mai:guai a coloro che non sono allineati con il loro pensiero.
    E i magistrati,invece di aprire dossier inutili e dispendiosi dal punto di vista economico e di tempo,pensassero ai tanti procedimenti in attesa.

  • Giuseppe Spotti 1 maggio 2019

    La pochezza intellettuale della sinistra italiana è semplicemente imbarazzante

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