Torre Maura, la Procura indaga e la Raggi parla di odio razziale. I residenti: “Ma dove vivi?”

mercoledì 3 aprile 12:26 - di Girolamo Fragalà

E alla fine pagheranno loro, i residenti di Torre Maura a Roma. Bollati come intolleranti, come accadde a quelli di Tor Sapienza ai tempi della rivolta contro il campo rom di via Salviati e il centro di accoglienza. La rivolta per l’arrivo dei nomadi ha un seguito giudiziario. La Procura di Roma ha avviato un’indagine sugli scontri, i reati ipotizzati sono danneggiamento e minacce aggravate dall’odio razziale.  E Virginia Raggi, messa alle corde e costretta a fare un passo indietro, ne approfitta e rialza la testa, prendendosela con CasaPound: «A Torre Maura c’è un clima molto pesante, non possiamo cedere all’odio razziale di chi continua a fomentare questo clima e continua a parlare alla pancia delle persone. E mi riferisco particolarmente a CasaPound e Forza Nuova».

I residenti di Torre Maura: «Venite a vedere dove viviamo noi»

La replica alla Raggi arriva direttamente dai residenti. «Le nostre case, gestite dal Comune, sono abbandonate al degrado. Il mio balcone si muove, ho dovuto riparare una perdita al bagno a spese mie perché ogni volta che aprivo il rubinetto l’inquilino al piano di sotto veniva a suonare». Giuliana abita in una delle palazzine di via delle Alzavole, a Torre Maura, come del resto la maggior parte dei residenti scesi in strada, la notte scorsa, per protestare contro l’arrivo dei rom. «Viviamo in questo appartamento da 41 anni – racconta Anna, che di anni ne ha 88 -. Prendo 600 euro di pensione al mese, il soffitto del bagno mi sta per crollare in testa. Quando chiamo il Comune, mi tengono in attesa un tempo infinito e ora mantengono questi rom». Muri portanti con crepe profonde, visti più volte dai vigili del fuoco, balconi senza vetri dopo l’ultimo vento forte che li ha letteralmente fatti saltare, cornicioni a pezzi, citofoni aggiustati alla bell’e meglio dagli inquilini. «Giorni fa un pezzo di cemento mi è caduto sulla macchina, dopo essersi staccato all’improvviso dalla facciata sopra al portone – racconta un uomo – il parco davanti lo manteniamo noi, i lavori dentro casa pure. Capite che è questo ad accendere il fuoco dell’intolleranza?».

Un’altra testimonianza: «Una rom è entrata in casa di un’anziana»

«Mi prendo cura di una signora che abita a cinquanta metri da qui. La aiuto a fare i bisogni, perché è costretta su una sedia a rotelle. Sabato pomeriggio le ha suonato al campanello una donna rom, voleva rubare. Quando l’anziana le ha gridato che avrebbe chiamato i carabinieri, si è dileguata in un attimo». È quanto racconta all’Adnkronos una residente di Torre Maura, scesa anche questa mattina a presidiare via Codirossoni in attesa che i rom arrivati ieri vengano portati via. «Sono aumentati i furti in zona, questa gente non si è mai voluta integrare – le fa eco il marito – sono barbari. Perché ospitarli nei centri di accoglienza?».

Commenti

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  • Rodolfo Ballardini 4 aprile 2019

    IL problema è la magistratura. I governi di centro destra quabndo arrivano a governare non sono capaci di limitare i poteri dei magistrati che sono in gran parte comunisti. Sarebbe ora di organozzare proteste davanti al csm e rendere pubbliche le generalità delle toghe che emettono sentenze assurde pro reo.

  • Mauro Collavini 4 aprile 2019

    Cara Raggi sei sempre peggio. Ma quale razzismo, la verità è che sei una sinistra e come tale fai veramente schifo. Tu sei la sindaca di Roma, capitale d’Italia non del Ghana o qualche altro paese africano pertanto devi muovere il culo per risolvere i problemi dei romani italiani e non di coloro che stanno a poltrire nella tua città e provengono da altri stati. Le case vanni date agli italiani e magari a qualche immigrato o rom che deve inserirsi. Come fate voi invece sinistri date case solo a rom ed immigrati che pertanto non hanno alcun obbligo ad inserirsi nella collettività nazionale avendo comunque una collettività extra schengen in cui vivere.

  • rino 4 aprile 2019

    Visto che siamo in democrazia perché non si fa un centro di accoglienza davanti a Montecitorio o a Palazzo Chigi oppure in uno stabile al Campidoglio? Non sarebbe un esperimento di integrazione, anche con i politici?

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