Sri Lanka, la Grande Moschea di Roma condanna la strage, ma solo tre giorni dopo

mercoledì 24 aprile 17:13 - di Redazione

Il Centro Islamico culturale d’Italia, noto anche come la Grande Moschea di Roma, “condanna con forza il crudele e vile attacco perpetrato nel giorno di Pasqua contro luoghi di culto e di svago in Sri Lanka che hanno preso di mira in particolare dei fedeli cristiani intenti a celebrare la Pasqua”.  Parole opportune e opportunamente  dure, Viene però da chiedersi: perché mai questa c9ndanna venga solo tre giorni dopo il feroce attentato? I governi  del mondo occidentale, la Chiesa cattolica e le altre autorità religiose cristiane hanno condannato ad esempio l’eccidio nella moschea in Nuova Zelanda in tempo pressoché reale. Perché la più importante istituzione islamica in Italia aspetta tre giorni per esprimere la propria esecrazione delle bombe nello Sri Lanha? Meglio tardi che mai, certo. Però un passo così “flemmatico” fa pensare che tra i musulmani in Italia  non ci sia  un’identità di vedute e di sentimenti di fronte al fenomeno del terrorismo islamico. Ed è probabile che i responsabili della Moschea di Roma abbiano soppesato bene ogni parola.

«Vili attacchi»

“Il Centro islamico culturale d’Italia – si legge in un una nota a firma del segretario generale, Abdellah Redouan – partecipa al dolore dei familiari delle vittime, cinicamente uccise mentre si riunivano per celebrare una ricorrenza religiosa o per trascorrere le festività. Questi vili attacchi sono stati compiuti in un giorno di festa per il mondo cristiano e hanno preso di mira anche chiese piene di fedeli. Si rende quindi necessario – sottolinea la nota – rispondere in modo corale al male del terrorismo che affligge tutti i popoli del mondo e che ha lo scopo di diffondere un clima di odio e di ostilità tra le culture, le religioni e le popolazioni del mondo”. In questo senso ”il Centro islamico culturale d’Italia proseguirà il suo lavoro di dialogo interreligioso e di lotta in ambito culturale all’ideologia dell’odio e dell’estremismo che è alla base di eventi tragici di questo tipo”.

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