Silvia Sardone nel palazzo occupato dai migranti: “Stai attenta putt…” (video)

martedì 9 aprile 18:33 - di Penelope Corrado

«Sono stata minacciata da un immigrato agli arresti domiciliari nel palazzo occupato». La denuncia arriva da Silvia Sardone, consigliera lombarda di centrodestra. La Sardone ha effettuato un sopralluogo e ha subito un’aggressione verbale da parte di un immigrato.

«La situazione della palazzina occupata di via De Stael – denuncia la Sardone – è a dir poco scandalosa e grottesca. Ho svolto un sopralluogo nell’edificio e ho scoperto l’esistenza di un vero e proprio albergo illegale per clandestini, in prevalenza marocchini e pakistani, con diversi bambini piccoli al seguito: ognuno ha la propria camera con tanto di numero e nome scritto in arabo. In tutto, come mi ha spiegato il “capo” di questo villaggio abusivo creato grazie all’appoggio del collettivo “Noi ci siamo”, vivono all’interno della struttura 130 persone e altre 12 sarebbero in arrivo, la maggior parte delle quali senza documenti. Mi ha addirittura minacciata riempendomi di insulti e inseguendomi fino all’esterno dell’edificio perché a suo dire quella era casa sua e io non potevo entrare». 

La denuncia su Instagram di Silvia Sardone

La denuncia di Silvia Sardone sui Social

«Ecco i risultati delle politiche della sinistra sull’accoglienza», denuncia la consigliera regionale. In un altro post, la Sardone ha denunciato situazioni di estremo degrado. «Accanto all’ospedale Sacco a Milano – ha detto la Sardone – ho trovato, nel mio sopralluogo, scene di infinito squallore. Uno spettacolo da terzo mondo: rom e nordafricani si contendono edifici sventrati e pericolanti, pieni di rifiuti. Uno scenario allucinante: ecco i risultati delle politiche di inclusione e integrazione portate avanti dalla sinistra. Quest’area va sgomberata, anche nel rispetto dei residenti della zona che convivono con questa realtà di illegalità. Continuerò a battermi – ha concluso l’esponente di centrodestra – contro politiche ideologiche che provocano solo queste conseguenze negative per tutti». 

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