Pressioni sul manager Ama. La Lega: “La Raggi si dimetta se le intercettazioni sono vere”

giovedì 18 aprile 17:40 - di Giovanni Pasero

“Se il contenuto delle intercettazioni del sindaco Raggi corrispondesse al vero sarebbe la confessione di un grave reato e la chiara ammissione di una palese incapacità a governare. Per coerenza con le regole del Movimento ci aspettiamo le sue immediate dimissioni”. Lo dichiara il ministro degli Affari regionali Erika Stefani della Lega.

ASCOLTA GLI AUDIO DELLE CONVERSAZIONI

Esposto in Procura: le carte dell’Espresso su Raggi

“Pressioni” indebite sull’ex presidente e ad dell’Ama Lorenzo Bagnacani e sull’intero cda dell’azienda, “finalizzate a determinare la chiusura del bilancio dell’Ama in passivo, mediante lo storno dei crediti per i servizi cimiteriali”. A denunciarlo, secondo quanto riporta l’Espresso nel numero che sarà in edicola domenica e di cui il sito del periodico dà un’anticipazione, è lo stesso Bagnacani, licenziato in tronco dalla Raggi a febbraio, in un esposto inviato alla procura di Roma. Il Campidoglio, in una nota di risposta all’anticipazione dell’Espresso, ha precisato che il sindaco non è indagato.

Bagncani è stato licenziato in tronco

Secondo la denuncia, in sintesi, la sindaca avrebbe spinto il manager a togliere dall’attivo dell’azienda (il bilancio era in utile per oltre mezzo milione di euro, un dato di poco inferiore rispetto a quello dell’anno precedente) “crediti che invece erano certi, liquidi ed esigibili”, con l’unico obiettivo, sostiene Bagnacani, di portare i conti di Ama in rosso. “Devi modificare i conti. Punto. Anche se i miei uomini ti dicono che la luna è piatta”, gli dice la Raggi. E ammette: “La città è fuori controllo, i romani vedono la merda, se aumento la Tari, la mettono a ferro e fuoco”.

Registrazioni audio della Raggi consegnate in Procura

Bagnacani a fine marzo ha allegato, insieme all’esposto, alcune registrazioni contenenti colloqui tra lui, Virginia Raggi e altri dirigenti comunali, oltre a centinaia di conversazioni a due fatte con la sindaca su Telegram e WhatsApp.

Negli audio la Raggi parla al suo amministratore con tono assertivo “Lorenzo, devi modificare il bilancio come chiede il socio… se il socio ti chiede di fare una modifica la devi fare!” e, scrive l’Espresso, “appare prona agli input degli uomini della sua struttura tecnica, composta da fedelissimi come il dg Giampaoletti, uomo vicino a Luca Lanzalone, e il super assessore al Bilancio e alle Partecipate, il potente Gianni Lemmetti“.

“Fallo, anche se ti dicono che la luna è piatta…”

Così, quando Bagnacani le spiega che lui si sentirebbe in grande difficoltà a modificare il bilancio davanti a motivazioni “squalificate”, il sindaco gli ordina: “Se tu lo devi cambiare comunque, lo devi cambiare. Punto. Anche se loro dicono che la luna è piatta”. Pur di far cambiare idea all’amministratore delegato la Raggi, come emerge dalle registrazioni, “arriva a promettergli un prestito in favore di Ama da ben 205 milioni di euro, “così ti levi dalle palle le banche”.

La Raggi al manager Ama: “Roma è fuori controllo”

E dice che Roma “è praticamente fuori controllo”, che “i sindacati fanno quel cazzo che vogliono”, e la Tari, la tassa sui rifiuti, non può essere aumentata perché “i romani oggi si affacciano e vedono la merda. In alcune zone purtroppo è così, in altre zone è pulito e tenete bene…in altre zone…cioè non c’è modo, non c’è modo. Allora…quando ai romani gli dico sì la città è sporca però vi aumento la Tari, ma io scateno, cioè mettono la città a ferro e fuoco altro che gilet gialli”.

Il manager Ama non ha voluto modificare il bilancio

Bagnacani, riferisce ancora il settimanale, non ha mai voluto modificare il bilancio come chiesto dalla Raggi e dai suoi uomini, temendo di fare un falso in bilancio. «Virginia, così ci beccano…non possiamo fare quello che non può essere fatto», le dice. Lo scorso febbraio il manager e i membri del cda sono stati licenziati per “giusta causa”. In pole position per prendere il posto di Bagnacani, ricorda l’Espresso, ora c’è l’avvocato Pieremilio Sammarco, che ha mandato il suo curriculum per diventare presidente di Ama. La Raggi ha lavorato nel suo studio prima di diventare sindaca. “Pieremilio? È il mio dominus”, ha detto in passato.

La risposta della Raggi

”Il Bilancio di Ama proposto dall’ex ad Lorenzo Bagnacani non poteva essere approvato dal socio Roma Capitale e, quindi, dalla Giunta. Il ragioniere generale, il direttore generale, il segretario generale, l’assessore al Bilancio e tutti i dipartimenti competenti hanno certificato l’assoluta mancanza di possibilità di riconoscere il credito inserito nel progetto di bilancio caldeggiato dall’ex ad. Non c’è stata quindi alcuna pressione ma la semplice applicazione delle norme. Inoltre, si sottolinea che più volte nel corso dello scorso anno Roma Capitale ha sollecitato la revisione del progetto di bilancio e delle voci segnalate dagli organi preposti e dal collegio dei revisori dei conti della stessa Ama. L’approvazione di quel bilancio non avrebbe rispettato la legge e avrebbe condotto al pagamento di premi per lo stesso ad, i dirigenti e i dipendenti”. Così in una nota il Campidoglio sul caso del bilancio di Ama.

 

Commenti

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

In evidenza