Peggio di quelli di prima. Gialloverdi travolti dagli scandali

venerdì 19 aprile 9:19 - di Francesco Storace

Ci mancava la Raggi. La mattina il sottosegretario Siri (Lega) indagato; la sera il sindaco grillino di Roma, Raggi, sputtanata. Sulla commedia gialloverde cali il sipario, perché una giornata di insulti reciproci a suon di dimissioni dell’altro era difficile da pronosticare. Peggio di quelli di prima, potremmo dire.

Eppure che la Raggi fosse pericolante sull’immondizia – ancorché non indagata – era da intuire. Magari bastava sfogliare le sette puntate recenti dell’inchiesta del nostro giornale. 

Li’ era raccontata la storia di una municipalizzata – l’Ama – e il servizio rifiuti destinati ad essere fagocitata dall’Acea. Dominus il solito Lanzalone. E lei, Alice, nel paese delle meraviglie.

E c’è la storia del sottosegretario Siri, indagato per corruzione, difeso a spada tratta da Salvini e smaliziato da di Maio.

Conte, pugile suonato

Praticamente a cazzotti e il povero Conte è al centro del ring come un pugile suonato. Gli tocca leggere pure della Raggi con le sue gustose intercettazioni che la dipingono come una specie di manipolatrice di bilanci. In effetti, dall’esposto dell’ex Ad dell’Ama, Bagnacani, qualcosa si poteva intuire…

Morale della favola: la maggioranza gialloverde si mena letteralmente su questioni scabrose, interessi inconfessabili dove personaggi poco raccomandabili diventano protagonisti grazie ai due contendenti, Di Maio e Salvini.

In un paese serio tutto questo decreterebbe la fine di uno spettacolo che sta diventando indigesto agli italiani.

Virginia Raggi finora si è salvata ma nessuno può scommettere un euro sul suo futuro. Può diventare l’agnello sacrificale per una via di uscita dei Cinquestelle. Che sono disperati. Appena capita l’occasione Siri, riecco quella disgraziata che sta in Campidoglio a combinare guai. Salvini sta lì ad aspettare la morte di Sansone e di tutti i filistei.

Bisogna trovare una via d’uscita

L’Italia così non va avanti e ovviamente neanche Roma.

Ai cittadini occorre offrire garanzie di serietà di questa classe politica non è assolutamente pronta.

Dobbiamo trovare la via d’uscita, dicono nei corridoi i capi della maggioranza. Ma è una sola ed è quella della fine dell’esperienza di governo tra soggetti politici incompatibili e anche moralmente. Forcaioli gli uni e garantisti gli altri a fasi alterne quando non tocca a ciascuno di essi. È la triste parabola di una speranza che qualcuno chiamava governo del cambiamento.

Invece, si vedono solo pasticci che fanno arrabbiare i cittadini che pagano le tasse e vorrebbero vedere un governo (e un sindaco) che si occupassero di risolvere i loro problemi. Invece si pensa solo alla gestione del potere, alle nomine, alla grancassa pre-elettorale. Tutto questo deve finire e vogliamo confidare che nella maggioranza ci sia qualcuno dotato di senno per dire basta.

Non si può andare avanti con “alleati” che si gridano ladri o incapaci, a seconda dei casi. L’Italia ha diritto a ritrovare punti di riferimento credibili in politica. Al governo litigano su tutto, ma lo scontro di carattere morale a cui abbiamo assistito nella giornata di ieri ci ha lasciato tutti a bocca aperta: perché è in discussione l’etica. La rimproveravano proprio a “quelli di prima”. Tra indagati, arrestati e incapaci non dimostrano di essere migliori.

Commenti

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

  • giovanni vuolo 19 aprile 2019

    Hanno imparato presto a fare politica, ma solo per le cose peggiori. Per il resto sono un’armata Brancaleone, dilettanti assoluti assegnati a posti di comando. Niente di più grave e pericoloso.

  • Carlo Cervini 19 aprile 2019

    Ho vissuto per lavoro 4 anni a Roma dal 1983 al 1987 e pur con alcuni problemi era una città fantastica, una vera capitale dove ad ogni angolo si respirava la storia del mondo degli ultimi 2700 anni; sono tornato in questi giorni e quasi mi è venuto un coccolone, è diventata invivibile, sembra Addis Abeba del 1936/38 ai tempi del Vicerè Graziani, uno squallore incredibile…………..in uno dei vialetti del raccordo, invece di un gatto o un cagnolino è venuto fuori un cinghiale…………..bello, ma decisamente fuori luogo.
    Bisogna cacciare a pedate gli amministratori attuali e quelli passati del PD e metterla in stato d’assedio, come ai tempi di Roma città aperta e poi lavorare di ramazza.

  • laura 19 aprile 2019

    una vera schifezza..ancora una volta prevale il bene della propria poltrona, non esiste ..il popolo ha bisogno solo di certezze per un futuro che si presenta già difficile nel presente
    a casa tutti ma che vadano a zappare la terra che vogliono regalare al sud
    magari col sudore della fatica fisica capiscano che non è sufficiente aprire la bocca con parole, occorrono i fatti:Quelli che gli itialiani ogni giorno affrontano
    A CASA CARISSIMI SIGNORI INCAPACI DI CERTEZZE

  • 19 aprile 2019

    Alla fine si scopre (era già molto evidente) che l’unico governo che ha fatto qualcosa (nonostante i tanti veti,le tante dimostrazioni di piazza e i tanti ricatti personali) è stato il governo di centrodestra con a a capo Berlusconi.

  • In evidenza

    contatore di accessi