Notre Dame divorata dalle fiamme: s’indaga per danneggiamento colposo. Il giallo dei Canadair (Video)

martedì 16 aprile 10:03 - di Ginevra Sorrentino

Dopo il dolore, lo sgomento: immenso. Come infinte sono le domande che oggi, nel day after del lutto e dello choc, affollano le menti non solo dei francesi, ma di una sconfinata comunità occidentale colpita da questa sorta di 11 settembre  del patrimonio storico-culturale che appartiene a tutta l’umanità. Certo, rispetto a quella data di 18 anni fa grazie a Dio non piangiamo i morti, ma di sicuro ci troviamo tutti ad affrontare il dramma di una lunga agonia identitaria cominciata molto tempo fa, e che la morte di un simbolo d’Europa come Notre Dame, ripiegatasi su se stessa sotto gli occhi attoniti e affranti dal dolore del mondo che l’ha vista morire lentamente bruciando tra le fiamme, sta oggi a significare…

Notre Dame divorata dalle fiamme: perché non stati usati i Canadair?

Certo, una prima risposta ai tanti interrogativi potranno fornirla i primi riscontri delle indagini: come noto, infatti, a Parigi è stata aperta un’inchiesta per «danneggiamento colposo». Insomma, la cattedrale è salva «ma resta una grossa instabilità» e a turbare tutti noi, spettatori attoniti di quanto accaduto ieri, una domanda tra le tante: perché non sono stati usati i Canadair per spegnere l’incendio che ha distrutto il monumento simbolo della città, di un mondo? Del resto, non a caso, uno dei primi a porsi questo interrogativo è stato Donald Trump che, interpellato sulla drammatica vicenda in pieno svolgimento degli accadimenti, ha prontamente dichiarato: «Forse potrebbero utilizzare dei Canadair per spegnere le fiamme»… E nelle tragiche ore in cui Notre-Dame era avvolta dalle fiamme, in tanti hanno ipotizzato la stessa soluzione evocata dal presidente degli Stati Uniti: perché non usare i Canadair per domare l’incendio nella cattedrale?

L’intervento aereo avrebbe provocato il crollo dell’intera struttura?

La risposta è semplice e a fornirla oggi sono i tanti addetti ai lavori: «gettare sulla struttura oltre sei tonnellate d’acqua avrebbe senz’altro arrecato maggiori danni alla cattedrale. Per non parlare del rischio di danneggiare i palazzi e le persone che si trovavano dei dintorni» hanno spiegato da oltralpe. E ancora: «Il getto d’acqua su questo tipo di edificio potrebbe senza dubbio portare al collasso dell’intera struttura» ha sottolineato ieri la direzione generale della sicurezza civile parigina, motivando la decisione di non schierare gli aerei antincendio. «L’elicottero o l’aereo, il peso dell’acqua e l’intensità della caduta a bassa quota avrebbero potuto effettivamente indebolire la struttura di Notre-Dame e causare danni collaterali agli edifici vicini», ha spiegato ancora la sicurezza civile. Un’opinione condivisa dal vicepresidente di Dassault Aviation, Stéphane Fort, che su Twitter ha spiegato che un intervento dei Canadair avrebbe potuto portare «al crollo della chiave di volta e dell’intera struttura».

Impossibile entrare nel merito dell’accaduto in dettaglio…

D’altro canto, anche da noi responsabile sede di Sassari del Cnr-Ibimet, l’Istituto di biometeorologia del Consiglio nazionale delle ricerche, Pier Paolo Duce, parlando con l’Adnkronos ha spiegato che «è impossibile entrare nel merito dell’accaduto in dettaglio, ma dai dati disponibili e dalle immagini diffuse dai media la dinamica pare abbastanza chiara: l’incendio sarebbe partito dall’impalcatura che cinge la cattedrale per i lavori di restauro, diffondendosi sulla guglia e sul tetto che sono stati già pesantemente compromessi». «Certo – prosegue il biometeorologo Pier Paolo Duce – è impossibile al momento individuare la causa primaria che ha innescato le fiamme, ma non era azzardato prevedere che avrebbe bruciato tutta la parte di legno di Notre Dame, la parte interna. Il legno è il “peggiore” dei combustibili – osserva l’esperto – e dentro la cattedrale di Notre Dame c’era tantissimo materiale ligneo»…

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