Natale Giunta/ Sentenze che parlano, sia il giornalismo a svegliare le istituzioni

domenica 7 aprile 10:00 - di Francesco Storace

Non sappiamo per chi vota Natale Giunta, chef di Palermo. Sappiamo solo che ci sono alcuni malfattori in carcere per il suo coraggio. La giustizia li ha condannati per il pizzo.
Ma gli hanno detto – Stato e AntiStato – di smetterla di rompere le scatole. Natale Giunta è scortato solo in Sicilia perché ci ha pensato il Tar. Le cosiddette autorità gli volevano togliere la protezione. È finita con la scorta chilometrica…
Basterebbe leggere le sentenze del 2014 per capire la pericolosità dei soggetti condannati grazie alle denunce di Natale Giunta. Ma non basta. Persino il prefetto di Palermo non ha tempo per lui.

“Prolungata azione estorsiva”

Eppure ha detto no al pizzo per le famiglie dei detenuti. Hanno scritto i giudici nelle loro motivazioni: “Le dichiarazioni del Giunta si sono rivelate sempre dettagliate, complete e costanti nell’indicazione dei passaggi salienti della vicenda delittuosa e dei soggetti che ne furono protagonisti; la persona offesa ha ricordato con lucidità e precisione i numerosi episodi nei quali si è articolata la prolungata azione criminosa perpetrata ai suoi danni, senza manifestare incertezze nella rievocazione dei fatti”. Giunta è stato vittima “di una prolungata azione estorsiva di evidente matrice mafiosa”.
Ecco, in questa vicenda si registrano troppi silenzi di stampa e ci chiediamo perché. Sembra cessata la stagione dell’indignazione. Eppure, la mafia non ha chiuso i battenti.

Saviano non è protetto solo in Campania

Ma di questa storia non sembra volerne parlare nessuno. Nonostante i fatti conclamati. Non ci sono campagne di stampa, non si mobilitano quelli che Leonardo Sciascia appellava come i professionisti dell’antimafia. Tutti zitti, in una terribile strategia di isolamento, che in Sicilia è la cosa peggiore per chi denuncia le cosche. Col paradosso che appena lasci lo Stretto di Messina sei costretto a salutare gli agenti della scorta. Immaginate se decidessero di proteggere Roberto Saviano solo in Campania…
Si svegli anche il giornalismo nazionale. Finora solo Elisa Isoardi ha alzato la voce coinvolgendo anche Eleonora Daniele. Ma anche altri hanno il dovere di tenere alta l’attenzione sul caso di Natale Giunta.

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