Natale Giunta/Il silenzio del prefetto di Palermo di fronte alla denuncia antimafia

sabato 6 aprile 10:45 - di Francesco Storace

Signori ministri, eccellenze di un tempo andato, prefetti e prefette, che aspettate a intervenire? Natale Giunta deve essere accoppato?
Lo abbiamo scritto e insisteremo fino a che non avremo una risposta seria. Il caso dello chef palermitano che ha denunciato i mafiosi che pretendevano il pizzo è insieme Cosa nostra e cosa seria. Perché i malviventi sono stati condannati, loro sono in carcere ma i famigli no. E a Natale Giunta la scorta rimane solo in Sicilia. Ridicolo.

Il caso sollevato da Elisa Isoardi

L’incredibile storia è stata sollevata da Elisa Isoardi in televisione, a “La Prova del cuoco”. Ma sta calando un silenzio che renderà tutti colpevoli se la tragedia dell’isolamento di un cittadino onesto dovesse precipitare,
A Palermo c’è un prefetto, si chiama Antonella De Miro. Signora, dottoressa, prefetta, eccellenza o come bisogna chiamarla: perché non ha mai voluto ricevere Natale Giunta? Costui ha fatto male a denunciare chi lo voleva spogliare dei suoi beni?
Addirittura, per conoscere i motivi della revoca della scorta – fino a che non gli è stato riconosciuto il diritto dal Tar ma solo in Sicilia… – il suo avvocato ha dovuto fare richiesta formale di accesso agli atti. Glieli negavano. E ancora il Tar è dovuto intervenire. E quando glieli hanno dati erano pieni di omissis. Siamo alla farsa.

“Crdo alla magistratura e non a Cosa nostra”

Crediamo nelle istituzioni. Ma le istituzioni devono credere nei cittadini onesti. Dare loro fiducia. Sostenerli. Non mollarli al loro destino.
Qualcuno deve chiedere conto al prefetto di Palermo del suo atteggiamento nei confronti di Natale Giunta.
“Io non abbandono la mia famiglia, i miei operai, non abbandono quella parte di Sicilia onesta che vive in questa terra con la speranza che un giorno cambierà”, ha scritto quasi un anno fa Giunta al prefetto. Nessuna risposta, né a lui né ai suoi dipendenti che ora sono 47. Aggiungendo una frase che dovrebbe fare riflettere chiunque, a partire dalle istituzioni: “Credo alla Magistratura e non a quelli di “Cosa Nostra” che per perseguire i reati e trarre benefici rendono insicure le nostre strade, distruggono il nostro Paese, minacciando e colpendo le persone per bene”. Perché tace, prefetto di Palermo?

Commenti

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

  • Tino 8 aprile 2019

    A questo punto, a un materialista che pensa alla propria convenienza verrebbe da pensare: Se evadere le tasse per lo stato italiano non è una colpa grave, e lo dimostra il fatto che oltre ai 5 anni di prescrizione si aggiungono anche i condoni a foraggiare e incoraggiare chi evade sodomizzando moralmente chi onestamente le paga puntualmente…..converrebbe evaderle e contrattando e pagando un pizzo “Onesto”, a “quelli che non fanno condoni” si potrebbe perfino essere protetti da eventuali altri che intendessero approfittarsi di te… Non è un esorto a evadere, ma allo stato dei fatti una considerazione reale….

  • In evidenza