Migranti, Salvini di nuovo indagato. Dura replica a Di Maio: «Sia chiaro che i porti restano chiusi»

lunedì 15 aprile 12:50 - di Leo Malaspina

«Sono indagato ma i porti restano chiusi». Matteo Salvini, a Monza per inaugurare la nuova questura, svela di essere nuovamente nel mirino della magistratura, dopo la vicenda della Diciotti. Non dice altro, se non che l’inchiesta che lo riguarda lo vede indagato per sequestro di persona, evidentemente in relazione a un altro sbarco di immigrati negato, reato “commesso in Siracusa dal 24 al 30 gennaio 2019“. Lui, però, non se ne cura più di tanto e tantomeno ipotizza un cambio di linea del governo.
Il ministro dell’Interno ha poi letto ai giornalisti gli articoli del codice che gli vengono contestati e la richiesta di archiviazione della Procura generale. «I colleghi ministri possono dire quello che vogliono i porti italiani rimangono chiusi possono aprire altri 18 procedimenti penali nei miei confronti ma non cambio idea. I porti in Italia rimangono chiusi, se il ministro Di Maio e Trenta la pensano diversamente me lo dicano in Cdm e faremo una sana e franca discussione».
Salvini parla in conferenza stampa in prefettura e replica a Di Maio che lo aveva attaccato sui migranti. «Non mi permetto di dargli lezioni su come risolvere le centinaia di crisi aziendali che sono ferme sul suo tavolo. Chiedo altrettanto rispetto: di ordine pubblico, sicurezza, difesa dei confini mi occupo io. Ci metto la faccia e rischio personalmente».


                
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