Meloni a “Porta a porta”: «Se FdI crescerà ancora, Salvini non potrà rimanere al governo con i grillini»

martedì 2 aprile 20:42 - di Franco Bianchini

Le elezioni europee sono vicine. «Punto a diventare il secondo partito del centrodestra». Lo ha detto la leader di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni, ospite di Porta a porta. E se Forza Italia dovesse resistere? «Il nostro avversario – ha precisato – è sempre la sinistra e se Fratelli d’Italia cresce abbastanza ci sarà un’altra maggioranza possibile per liberare l’Italia da questo governo. I voti – ha proseguito la Meloni – bisogna riuscire a prenderli da più parti. Ho stipulato 8-9 accordi federativi e in diverse regioni ho dimostrato che si può crescere insieme. E se Forza Italia resiste ci sarà una coalizione più ampia e tradizionale… Lavoro per step, per consolidare questa metà campo».

Meloni: ho sempre lavorato per un’alternativa al governo

«Non ho mai esortato Salvini a staccare la spina. Ho sempre lavorato per costruire un’alternativa a questo governo che ha problemi evidenti», ha aggiunto. «Se Fdi alle europee confermasse la crescita tendenziale ottenuta in alcune regioni, allora si avrebbe l’immagine plastica di una maggioranza diversa. E Salvini non potrà più fare finta di nulla».

«Con Giovanni Toti condivido molte cose»

«Quelle europee sono elezioni che ci divaricheranno, ma saranno gli elettori a dire se li convincono di più le proposte di Forza Italia o le nostre», ha poi affermato la leader di FdI, definendo «poco comprensibili alcune aggressive dichiarazioni» di esponenti azzurri, con evidente riferimento ad Antonio Tajani. Il centrodestra è comunque in continua evoluzione. «Io dialogo con tanti mondi. Con Giovanni Toti ci sono molte cose che condivido, non quelle su Forza Italia, nelle cui vicende non mi infilo», ha poi specificato Giorgia Meloni rispondendo ad una domanda di Bruno Vespa. In Forza Italia in queste ore la polemica interna si fa sempre più aspra. Giovanni Toti ha replicato a chi lo accusa di volere un partito a traino della Lega: «Un partito al traino della Lega lo immaginano, esattamente come la Carfagna ma è in buona compagnia, tutti coloro che in tutti questi anni hanno pensato di continuare con lo stesso andazzo senza voler cambiare niente. La “ricreazione” temo sia finita e per cambiare non c’è bisogno di farlo domani, occorreva farlo ieri e oggi è già troppo tardi».

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