L’ex manager dell’Ama contro la Raggi: «Voleva il bilancio in rosso, dissi no: fui cacciato»

venerdì 19 aprile 10:46 - di Mia Fenice

«Mi hanno mandato via perché non ho accettato di modificare il bilancio, come mi chiedeva arbitrariamente il Comune. Non per le performance, quelle le abbiamo migliorate». Lo dichiara in un’intervista a Repubblica Lorenzo Bagnacani, ex presidente dell’Ama, il giorno dopo che sono state pubblicate dall’ Espresso le conversazioni con la sindaca di Roma, Virginia Raggi. «Perché ho registrato quelle conversazioni? Per difesa – spiega Bagnacani – penso si sia capito quello che stava succedendo. Ci sono state pressioni di un certo livello». «Questa vicenda mostra che ho sempre perseguito la via della legalità – prosegue Bagnacani – sono stato allontanato per non essermi piegato a delle richieste che reputavo assolutamente non conformi. Ho rispettato le regole anche davanti al rischio di essere cacciato».

Ama e gli audio di Bagnacani

Il motivo della rottura con l’amministrazione comunale «è stato il bilancio, come azienda l’abbiamo subito e abbiamo fatto tutto quello che era nelle nostre possibilità. Abbiamo interpellato i migliori avvocati, dall’ex presidente dell’Antitrust Antonio Catricalà in giù. Ci hanno detto tutti che le nostre scelte erano giuste». Tornando sulle registrazioni, Bagnacani spiega che « quegli audio fanno capire chiaramente quello che ho vissuto. Sono stati dieci mesi duri, non si riusciva a venire a capo di una situazione banale, facile da comprendere. Anche sui temi più complessi qualsiasi azienda investe una o due settimane, un mese. Qui siamo andati avanti dieci mesi». «Si metta nei panni dei fornitori – conclude Bagnacani – perché dovrebbero parlare con un’azienda in cui non hanno fiducia? A ottobre e novembre sono mancati i ricambi dei mezzi per la raccolta. La crisi del bilancio ha influito sul servizio offerto ai romani? È evidente».

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