La Mussolini raddoppia. La paura di Caio la fa candidare anche nel centro Italia…

mercoledì 17 aprile 13:38 - di Francesco Storace

La paura fa novanta. E tanto per non farsi mancare nulla nella ridicola manovra contro Caio Mussolini, madame Alessandra si fa garantire da Berlusconi e Tajani anche una candidatura nella circoscrizione dell’Italia centrale.
E’ la triste conferma che la corsa al sud e’ solo una commedia per dare fastidio alla candidatura di Caio Mussolini nella lista di Fratelli d’Italia. Non ci sono parole rispetto ad un atteggiamento da soldataglia, da truppa alla mercè degli ordini altrui.
Ricordavamo Alessandra Mussolini più coraggiosa, meno impaurita dalla sfida. Invece si è limitata a prestare il proprio cognome qua e là agli azzurri. Ma non c’è dubbio quale la circoscrizione dove si impegnerà di più per tentare di riprendersi la seggiola. Anche perché al sud le hanno sfilato il secondo posto in lista, dandoglielo al centro.

Qualcuno la aiutò…

Quella dell’Italia centrale dove magari – nel nome del suo notorio senso di lealtà – Alessandra Mussolini tenterà di sgambettare Tajani. Del resto, nel 2014 i voti li prese nell’Italia centrale, anche se qualcuno la appoggiò ed oggi non più. Mentre in Campania fece un flop clamoroso alle regionali dell’anno successivo.
La domanda è: perché prestarsi comunque ad una manovra così brutta nei confronti di Caio Mussolini? Non basta una sola circoscrizione per correre? Bisogna per forza gettare tutto in barzelletta, in una sceneggiata che danneggia solo “quel” cognome? Ci ragioni, Alessandra Mussolini, ed eviti questa sfida senza senso.

Dignità e rispetto

In politica ci stanno le manovre a far perdere, ed indubbiamente è una specialità in cui lei eccelle. Ma arrivare allo scontro diretto con un altro Mussolini è sbagliato. Non onora la storia che per 27 anni nei vari Parlamenti lei ha preteso di rappresentare. Lo faccia fare a qualcun altro, perché questo tipo di politica può appartenere solo a qualche mestierante che gliel’ha imposta.
Lo stipendio da europarlamentare è buono, ma non c’è solo quello nella vita. Esiste anche la dignità. Esiste anche il rispetto. Attendiamo di verificarli entrambi.

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