I cani fiutano il cancro prima delle analisi: la diagnosi è quasi perfetta. Ecco lo studio e le storie

mercoledì 10 aprile 10:54 - di Fortunata Cerri

Un nuovo studio conferma che i cani captano i tumori nel sangue dell’uomo. I cani hanno, infatti,  recettori olfattivi diecimila volte più accurati rispetto a quelli umani e per questo sono altamente più sensibili nei confronti di odori che noi non possiamo nemmeno percepire. Lo studio dimostra ora che i nostri amici a quattro zampe possono usare il loro “super-naso” per individuare la presenza di tumori nei campioni di sangue umano con un’accuratezza del 97% circa. I risultati potrebbero portare ad approcci di screening del cancro davvero innovativi, poco costosi, precisi e non invasivi, sono convinti gli esperti di BioScentDx guidati da Heather Junqueira, che presenterà questa ricerca alla riunione annuale dell’American Society for Biochemistry and Molecular Biology in corso a Orlando, in Florida (Usa).

Junqueira e colleghi hanno usato una forma di addestramento con il clicker, un sistema di condizionamento positivo per insegnare a quattro Beagles a distinguere tra sangue normale e sangue di pazienti con cancro polmonare maligno. All’interno del gruppetto di animali, tre cani hanno identificato correttamente i campioni “malati” nel 96,7% dei casi e i campioni normali nel 97,5% dei casi. BioScentDx punta a utilizzare il sistema di rilevamento “canino” per sviluppare una modalità non invasiva di screening per il cancro e altre malattie potenzialmente letali. Come passo successivo, l’azienda ha lanciato uno studio sul cancro al seno a novembre, mirato a studiare la capacità olfattiva degli animali a partire dal respiro dei malati.

Malata di cancro “avvertita” dal cane

Qualche mese fa la storia di una femmina di cane Husky ha fatto il giro del mondo. «Devo la mia vita a quel cane, per me è stato davvero una manna dal cielo, non ha mai sbagliato», ha  raccontato ai giornali americani Stephanie Herfel. Per ben tre volte Sierra, questo è il nome del cane, le ha “diagnosticato” un cancro. «Sierra – ha detto la donna al Journal Sentinel – ha puntato il naso sulla parte inferiore della mia pancia e ha annusato così intensamente che ho pensato di essermi versata qualcosa sui vestiti. Poi l’ha fatto una seconda e una terza volta. Dopo si è andata a nascondere in un angolo della casa». La prima volta donna si è recata al pronto soccorso, ma lì un medico le ha diagnosticato solo una cisti ovarica. Herfel però non era tranquilla. «Vederla così spaventata mi ha davvero colpita. Così ho deciso di prendere un appuntamento con un ginecologo e nel giro di poche settimane, dopo aver fatto tutte le visite, mi sono ritrovata scioccata nella sala ginecologica dell’oncologo che mi diceva che avevo un cancro», ha raccontato ancora Herfel. La malattia era a uno stato molto avanzato e la donna si è sottoposta a una isterectomia completa e ha perso la milza. Poi la storie si è ripetuta nel 2015 e nel 2016, Sierra prima l’ha annusata e poi è andata a nascondersi. E anche questa volta aveva ragione: il cancro era tornato, prima nel suo fegato e poi nella sua zona pelvica.

Il cane che fiuta il cancro nelle urine

La Stampa ha raccontato due anni fa la storia di un pastore tedesco dell’Esercito italiano. Il pastore tedesco si chiama Liù e il suo naso è molto potente e ha dimostrato di poter fare qualcosa che gli specialisti dell’ospedale Humanitas di Castellanza non avrebbero né sperato né immaginato: individuare una traccia del cancro della prostata quando la malattia non si è ancora sviluppata. L’esperimento di “diagnosi canina” all’ospedale Humanitas è iniziato nel 2012. Doveva essere un test e l’idea si è rivelata molto più interessante di quanto non si potesse credere.
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