Guerra in Libia, si temono altri centomila clandestini sulle nostre coste. Scafisti e ong non vedono l’ora…

sabato 6 aprile 17:05 - di Antonio Pannullo

La domanda che l’Europa, ma in particolare l’Italia, si deve porre, è questa: la guerra civile in Libia, che ormai pare alle porte, porterà sulle nostre coste una nuova ondata di clandestini? Ma la domanda è un’altra: sarà la scusa per le ong e gli scafisti di trasportare in Italia altre migliaia di disperati? È molto verosimile, e qualcuno parla già di una potenziale ondata di centomila profughi in attesa di partire. È tutto legato a quello che succederà a Tripoli, perché in questo momento nessuno sa come si comporteranno le forze armate libiche, la polizia e di conseguenza la Guardia costiera, di fronte all’avanzata del generale Khalifa Haftar. Generale che, come riferiscono i corrispondenti, a Tripoli è atteso come un liberatore: la gente è stanca delle milizie di Fayez al Serraj, premier gradito da Ue e Onu , che anche l’Italia del Pd riconobbe entusiasticamente. Serraj non gode dell’appoggio dell’intera Libia, e in più di un’occasione ha dimostrato di non essere in grado di controllare neanche la sua capitale. Le sue milizie, già sbandate, in questo momento stanno decidendo se disertare e schierarsi con Haftar oppure se semplicemente fuggire. E lo stesso può dirsi per tutti gli uomini oggi in divisa in Libia. Non dimentichiamo che dalla caduta di Gheddafi, otto anni fa, la Libia non ha più avuto un governo degno di questo nome.

Ecco il famoso “piano” dell’Onu per la Libia

L’Occidente, come al solito, sta compiendo la scelta sbagliata: il G7, la Ue, i vari governi e persino il governo italiano, oltre ai soliti appelli di maniera contro il ricorso alle armi – un po’ tardivi – ora stanno recitando il mantra “accogliamo la proposta dell’Onu per la Libia”, sperando che questo aggiusti tutto. Ma qual è questa famosa proposta dell’Onu che dovrebbe risolvere tutti i problemi della Libia? è questa: varare un comitato che prepari il Paese per le elezioni da tenere quanto prima nel Paese. Ecco la geniale proposta del Palazzo di Vetro. Un ricorso alle democratiche urne che sistemi tutto in quattro e quattr’otto. Non sfuggirà a nessuno che quello delle elezioni è davvero l’ultimo problema che il Paese maghrebino si trova a dover affrontare, e che non interessa a nessuno, se non a qualche potenza occidentale allo scopo di infilarci il premier che vuole. Ma questo è già stato fatto con Serraj, e ha prodotto come risultato la presente guerra civile. Guerra civile che non si sa come finirà: se possiamo azzardare un’ipotesi, è molto probabile che – al di là di qualche sacca di resistenza legate all’Isis – le truppe libiche si arrenderanno quasi senza colpo ferire all’armata di Haftar, che in pochi giorni potrà prendere il potere. L’unica incognita è rappresentata da una possibile ma non probabile iniziativa di qualche Stato estero che potrebbe schierarsi in difesa di Serraj contro Haftar, ma in quel caso le cose si complicherebbero, perché non è detto che il Cremlino se ne starebbe a guardare. E anche il vicino Egitto sembra guardare alla soluzione Haftar come ineluttabile.

Perché non fare un’incursione anti-scafisti?

A noi rimane il problema dei profughi. Se la guerra si risolve in pochi giorni, come si spera, nessuno avrà il bisogno di fuggirla, mentre al contrario la Libia avrà bisogno dei suoi figli per la ricostruzione che verrà. Il vero pericolo è che le ong e la sinistra internazionale, suonino la grancassa dell’emergenza umanitaria e della guerra per riprendere il lucroso traffico dei “naufraghi” nel Mar Mediterraneo; e in questo certamente saranno appoggiato dall’Unione europea che non vede l’ora di far invadere il continente dagli africani, operazione interrotta dall’affermarsi delle forze sovranista e popolari che in Europa si stanno affermando sempre più. In questo momento occorre vigilare fermamente sulle sponde libiche e sulla ripresa attività dei terroristi e degli scafisti. La cosa più sensata da fare sarebbe un’operazione tipo Albania, ossia mandare qualche elemento delle nostre forze speciali a sabotare gli scafi già pronti per imbarcare i clandestini, tagliando in questo modo gli artigli ai mercanti di uomini. E stare pronti a replicare con i fatti alle urla di coloro che grideranno all’energenza umanitaria della guerra in corso, guerra che, seocndo tutte le aspettative, non si sarà.

Commenti

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  • Roberto 7 aprile 2019

    Ora avranno la scusa che scappano dalla guerra,,,e vedrete che ci saranno flotte di navi delle ONG capitanate da Soros,,,anzi stanno già facendo il rimesaggio,per essere pronte a fare la spola tra la Libia e Lampedusa a spese nostre,,probabilmente ci sarà anche Dalema con il suo
    Yacht .🤨

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