Guerra civile in Libia? La maggioranza degli italiani è favorevole alla chiusura dei porti

mercoledì 17 aprile 20:00 - di Guglielmo Gatti

Il ministro della Difesa Trenta pensa che arriveranno molti “profughi” dalla Libia, ma gli italiani hanno le idee chiare. Il 56,7% degli italiani pensa che sia giusto chiudere i porti italiani per impedire l’arrivo dei clandestini, contro il 43,3% che è contrario. A sostenere l’embargo sono il 90,1% degli elettori della Lega; il 68,5% degli elettori di Fi e il 61,9% di quelli del M5S; mentre sono contrari l’86,4% degli elettori del centrosinistra. E’ il quadro che emerge da un sondaggio Quorum – Youtrend per Sky tg24. Secondo il 76,1% degli intervistati inoltre la crescita sensibile del peso dei partiti sovranisti all’interno del Parlamento Europeo non aiuterà l’Italia a difendere i propri interessi in Europa, contro il 23,9% di chi, invece, lo considererebbe un aiuto. A tal proposito il 14,8% degli italiani si ritiene sovranista contro l’85,2% che invece non si ritiene sovranista. In particolare a ritenersi sovranista è il 51,2% degli elettori della Lega, il 6,3% di quelli del M5S e nessun elettore del centrosinistra.

Tornando lala Libia, l’allarme è lanciato dalla Difesa: “Il pericolo che possano aumentare gli sbarchi è reale ed esige una soluzione di ampio respiro regionale ed europeo”. Così il ministro Elisabetta Trenta al question time in risposta al deputato di Fratelli d’Italia Carlo Fidanza. “Nel presupposto che non esista una soluzione militare alla situazione interna libica – aggiunge Trenta – il governo italiano resta seriamente impegnato sia sul piano politico che su quello diplomatico per una pronta e duratura soluzione del conflitto in atto e per il conseguente riavvio del dialogo politico libico. Pertanto la definitiva pacificazione e stabilizzazione della Libia può essere raggiunta solo grazie a soluzioni politiche concordate dai principali attori libici”. “Non di meno è necessario uno sforzo europeo per scongiurare una crisi umanitaria devastante per le popolazioni libiche e per le probabili conseguenze sul nostro Paese” prosegue il ministro della Difesa. “Il governo è fortemente impegnato a porre in essere le necessarie misure atte a una soluzione pacifica della crisi, sia attraverso una costante azione diplomatica a 360 gradi sia supportando le forze di sicurezza del governo libico riconosciuto dalla comunità. Ciò grazie all’operato del nostro personale militare impiegato a Misurata e a Tripoli – conclude Trenta – e al dispositivo di sorveglianza e sicurezza nazionale dell’operazione Mare Sicuro il cui contributo è volto a prevenire ogni possibile ulteriore aggravarsi della situazione nell’area del Mediterraneo centrale. Qualsiasi iniziativa militare non rappresenta la giusta soluzione alla crisi in atto concreto sostegno al popolo libico”. Per il deputato Fidanza, invece, “mentre notiamo una trasformazione delle nostre Forze armate in una sorta di Ong, assistiamo preoccupati ad una divaricazione totale all’interno del governo. Anche sulla Libia infatti, non si capisce quale sia la linea dell’esecutivo perché da una parte il ministro Salvini ribadisce che i porti sono chiusi e dall’altra il ministro della Difesa Elisabetta Trenta sostiene che nel caso di un aggravamento della crisi ci troveremmo di fronte non a migranti ma a rifugiati che devono indiscriminatamente essere accolti in Italia”. Carlo Fidanza, aggiunge: “E mentre a Palermo, si svolgeva la conferenza sulla Libia tra la soddisfazione del governo italiano, la Francia portava a compimento il suo espansionismo con il risultato che oggi la Total è in Libia, l’Eni e l’Italia non più. Il piano del presidente Macron si è realizzato ed escludere, come sta facendo oggi il governo italiano, una operazione internazionale di peacekeeping in territorio libico ci preoccupa molto. Non esiste una iniziativa politica diplomatica e non esiste una iniziativa dissuasiva che possa ripristinare la presenza italiana in un territorio cosi vicino al nostro Paese. Ci si affida solo alla provvidenza”, conclude Fidanza.

Riguardo poi alla battaglia segnalata stamattina a Tripoli, il generale Khalifa Haftar, accusato dell’attacco, si chiama fuori: “Riguardo la situazione a Tripoli sottolineiamo che la periferia della città è stata obiettivo di bombardamenti indiscriminati da parte di milizie terroristiche che controllano la città”. E’ quanto si legge in un tweet del portavoce dell’autoproclamato Esercito nazionale libico (Lna), Ahmed al-Mismari, che vuole così negare ogni responsabilità per quanto avvenuto nelle ultime ore nella zona della capitale libica. “Il Comando generale denuncia questi atti di terrorismo e promette di individuarne i responsabili”, aggiunge il tweet.

Commenti

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  • Giuseppe Forconi 20 aprile 2019

    Chiaro, l’86% del centro sinistra e’ contrario, ma perche’ lo chiamate centro sinistra se in effetti e’ solo sinistra cioe’ la totalita’ dei comunisti italiani che in effetti dovrebbero chiamarsi NON ITALIANI ma semplicemente feccia umana.

  • Concetto Baronessa 18 aprile 2019

    Libia e chiusura dei porti. Ora più che mai dobbiamo dimostrare fermezza nel pretendere la totale chiusura dei nostri porti.
    Concetto Baronessa

  • eddie.adofol 18 aprile 2019

    ma io oltre a fare un blocco navale andrei a catturare circa 200 squali x portarli davanti alla LIBIA. PRIMA GLI ITALIANI

    • Francesco Storace 2 maggio 2019

      ma per favore—

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