Fratelli d’Italia: è fallito il costoso modello di integrazione per rom e sinti in Toscana

giovedì 4 aprile 17:50 - di Redazione

Nuova denuncia di Fratelli d’Italia contro la giunta rossa toscana: “A giugno scorso, visto i continui fatti di cronaca che denotavano la mancanza di integrazione alle regole di convivenza civile della popolazione rom anche in Toscana, avevo presentato una mozione che impegnava la giunta regionale a rivedere il modello di integrazione proposto invitando tutti i comuni a un tavolo di concertazione. A cosa sono serviti i 3 milioni di euro, frutto delle tasse a carico dei cittadini, stanziati dalla Regione a favore dei rom e sinti?” Lo afferma, in una nota, il consigliere regionale Paolo Marcheschi (Fdi). “Rossi ci spieghi i risultati della legge – aggiunge Marcheschi – Perché da quanto è evidente a tutti, al di là dei soldi spesi dagli enti locali per il servizio trasporto scolastico e per interventi abitativi, la fantomatica integrazione sognata dal Pd e da Rossi si è rivelata un flop pazzesco, con ripetuti e violenti episodi di cronaca che hanno come protagonisti i rom e che allarmano i residenti”. “Non ultimo il gravissimo episodio consumatosi nei pressi del cimitero di Paperino (Prato), dove una troupe del Tgr Toscana, che stava realizzando un servizio giornalistico sul sequestro di una discarica abusiva, è stata aggredita da alcuni rom del vicino campo. La giornalista e l’operatrice tv sono state minacciate, aggredite e percosse”, osserva Marcheschi. “I toscani hanno sempre manifestato grande tolleranza nei confronti di campi e insediamenti rom, adesso è però arrivato il momento di una totale assunzione di responsabilità da parte degli amministratori. Il modello di integrazione della sinistra non ha funzionato e i soldi pubblici spesi non hanno sortito alcun tipo di integrazione. Dall’ultima rilevazione disponibile, realizzata dalla Regione, in Toscana risultano 457 insediamenti non autorizzati, soltanto a Firenze sono 150, 144 a Pisa, 83 a Lucca. Le famiglie in alloggi Erp sono 161 nella regione di cui 104 a Firenze”, conclude Marcheschi.

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