E parte lo sciacallaggio contro Casapound. Dimenticano quello stupratore Pd…

lunedì 29 aprile 13:00 - di Francesco Storace

Che cosa dovrebbe fare un’organizzazione politica se un proprio militante, un consigliere comunale di un piccolo paese della provincia di Viterbo, commette un reato turpe? Esattamente quello che ha fatto Casapound. Il consigliere di Vallerano, Chiricozzi, è stato arrestato per violenza sessuale assieme a un suo sodale ai danni di una donna, ed entrambi sono stati cacciati dal movimento. La notizia del provvedimento è stata data sia da Gianluca Iannone, storico presidente di Cpi, che dal suo vicepresidente Simone Di Stefano.

Si sono scordati Luca Bianchini

Ma non basta aver colpito in maniera esemplare i responsabili di un fatto choccante. Siccome si parla di Casapound, da sinistra si ricorre al peggiore armamentario propagandistico, come se ad essere colpevole fosse il movimento politico.
In particolare dal Partito democratico si muovono lancia in resta i parlamentari, a partire dal segretario regionale del Lazio, Bruno Astorre. Il quale arriva addirittura a chiedere lo scioglimento di Casapound – ormai è una fissazione – per il gravissimo episodio accaduto. Come se ci fosse una sorta di responsabilità oggettiva.
Spiace dover ricordare che un fatto simile, e ancora più pesante, accadde proprio ad un esponente del Pd tempo addietro.

Il compagno aspettava le donne in garage

Astorre e i suoi compagni di partito devono avere sbrigativamente dimenticato il nome di Luca Bianchini (nella foto)Costui, responsabile del Pd a Roma nel quartiere Torrino, violentò tre donne nel 2009, appostandosi, fra la primavera e l’estate di quell’anno, nei garage condominiali delle donne così da sorprenderle e sopraffarle. L’esame del Dna incastrò lo stupratore. Tracce biologiche dell’uomo vennero ritrovate su tutte e tre le vittime: sulla studentessa di 20 anni aggredita a Tor Carbone il 2 luglio del 2009, sulla giornalista violentata alla Bufalotta il 4 giugno dello stesso anno e sulla donna stuprata il 5 aprile di tre anni fa in zona Ardeatina.
Un filmato in possesso della polizia e la testimonianza di una delle vittime che ricordò alcuni particolari riguardo la macchina del Bianchini furono molto utili alle indagini. L’esponente del Pd venne poi condannato a 14 anni e sei mesi di reclusione anche in Cassazione.
Nessuno ha chiesto lo scioglimento del Pd.
E’ sciacallaggio.

Commenti

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  • Fabiez 30 aprile 2019

    Bella questa attenzione mediatica per il caso quando per un evento analogo, avvenuto in maniera continuativa e su minore da parte del presidente dell’onlus Mamafrica si è cercato di tenere il più possibile segreto il fatto e il fautore.

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