Dio, Patria e Famiglia sono una figata pazzesca, cara Cirinnà

lunedì 1 aprile 6:00 - di Francesco Storace

Non si cancellano i valori della Tradizione, mandano a dire da Verona. Ne resterà delusa la senatrice Monica Cirinnà, per la quale Dio, Patria e Famiglia rappresentano il cliché da lei definito volgarmente una vita di merda. No, per dirla con Fabrizio Bertot, candidato di Fratelli d’Italia alle europee, con tanto di bella famiglia con figli, “Dio, Patria e Famiglia sono una figata pazzesca”. Perché è bello credere, è bello sentirsi italiani, è bello tramandare valori non negoziabili alle nuove generazioni.

Da Verona è partito il messaggio del rifiuto della resa. E l’omofobia e il razzismo non c’entrano un fico secco vorremmo dire a quel malato di protagonismo che risponde al nome del sottosegretario Spadafora. Ma come si permette costui di offendere chi crede? Sta diventando un vizio, esattamente come la mala creanza della Cirinnà. Di Maio ha attaccato gli “sfigati” perché una bella famiglia non ce l’avrà mai, con la testa che si ritrova.

La cattiveria boldriniana

In quella platea festosa – molto diversa dalla piazza animata dalla cattiveria boldriniana che si contrapponeva al congresso mondiale della famiglia – non si discuteva in ragione dello stato civile degli oratori. Lo ha provato la stessa standing ovation registrata da Giorgia Meloni.

Perché la leader di Fratelli d’Italia ha detto una cosa assolutamente normale, che tutti dovrebbero condividere, tranne gli intolleranti, gli estremisti, gli allergici alle idee altrui. I nemici della famiglia fanno diventare obbligatorio l’aborto perché negano il diritto della donna ad altre scelte.

Quando si arriva a contestare quel congresso dipingendolo come la riunione dei mostri di tutto il mondo, è perché anche la Famiglia diventa un nemico. Lo è come la Nazione. Come la Patria. Come l’identità religiosa. Come l’identità di genere.

Padre e madre per i bambini

C’è stato un passaggio del discorso di Giorgia Meloni a Verona su cui vale la pena di soffermarsi. Fuori strillavano che la legge 194 non si tocca. E dal palco quella donna segretario di partito diceva: “Io la vorrei applicare. La 194 è una legge che non è stata applicata nella sua parte migliore, che era quella della prevenzione: tu hai la possibilità di abortire ma farò del mio meglio perché tu non debba arrivarci, perché tu abbia mille altre possibilità. c’è una parte della legge 194 che non è stata adeguatamente applicata ed è quella che noi vorremmo applicare”.

È in discussione il desiderio di genitorialita’ da parte di coppie omosessuali? Prima deve venire il diritto di un bambino di avere un padre e una madre: e questa elementare considerazione la chiamate omofobia?

Sparano parole a casaccio, strillano all’oscurantismo. Che semmai è tipico di chi vuole impedire di parlare di temi sensibili a chi non ha le loro stesse opinioni. Insultano, sputano, minacciano. Sono quelli che hanno tentato invano di non far celebrare il congresso di Verona perché sono freneticamente spinti dall’odio. Organizzano manifestazioni per negare ad altri di dire quello che pensano.

Ma c’è una larga Italia che da questi tre giorni esce rafforzata nei propri convincimenti ed andrà avanti. Sarà chi continua a seminare veleno nella società ad essere sconfitto.

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