Di Maio attacca Salvini: «Minaccia di fare cadere il governo perché inciucia con Berlusconi»

venerdì 19 aprile 11:40 - di Renato Fratello

È scontro infuocato tra alleati di governo. Luigi Di Maio, sul suo profilo Facebook sferza un durissimo attacco alla Lega accusandola, tra l’altro, di scarso senso di responsabilità. Il vicepremier si mostra difensore della legalità a corrente alternata. «Anche oggi  – scrive in un lungo post – la Lega minaccia di far cadere il governo. Lo aveva già fatto con la Tav. Sembra ci siano persino contatti in corso con Berlusconi per fare un altro esecutivo. Sono pieni i giornali di queste ricostruzioni e lo trovo gravissimo. Sono davvero sbalordito. Trovo grave che si prenda sempre la palla al balzo per minacciare di buttare via tutto. Ma dov’è il senso di responsabilità verso i cittadini? Dove è la voglia di cambiare davvero le cose, di continuare un percorso, di migliorare il Paese come abbiamo scritto nel contratto?».

Di Maio attacca Siri

Chiaro poi il riferimento ad Armando Siri, il sottosegretario leghista alle Infrastrutture, nonché fedelissimo di Salvini, indagato per corruzione nell’ambito di un’inchiesta avviata dalla procura di Palermo. Siri, secondo l’accusa, avrebbe ricevuto denaro per modificare un norma da inserire nel Def 2018 che avrebbe favorito l’erogazione di contributi per le imprese che operano nelle energie rinnovabili. Norma però mai approvata. Il caos è scoppiato dopo che il ministro Toninelli ha revocato le deleghe a Siri senza avvisare nessuno. Dal canto suo il sottosegretario ha fatto sapere che non si sarebbe dimesso. «L’Italia non è mica un gioco, l’Italia siamo noi e milioni di famiglie in difficoltà che vogliono un segnale – scrive ancora il ministro del Lavoro – L’Italia non è un trofeo e trovo gravissimo che la Lega con così tanta superficialità ogni volta che gli gira minacci di far cadere il governo. Ma poi per cosa? Per non mettere in panchina un loro sottosegretario indagato per corruzione (che potrà poi rientrare nel governo laddove, mi auguro, si risolvesse positivamente la questione) sono pronti a far saltare tutto e a tornare con Berlusconi? Questo è il valore che danno all’Italia?».  L’attacco poi continua: «Scusatemi, ma è stato proprio il Movimento 5 Stelle a bloccare i tentativi del sottosegretario leghista Siri di introdurre alcune misure diciamo un po’ controverse. E anche i giornali oggi ne danno conto. Noi ce le ricordiamo: quando arrivarono sui nostri tavoli ci sembrarono strane e le bloccammo. Questo dimostra che gli anticorpi del Movimento ci sono e sono ancora forti. Senza di noi chissà cosa sarebbe accaduto. Abbiamo sempre agito rispettando un punto, un principio: la legalità! Siamo sempre stati coerenti su questo. Lo abbiamo dimostrato anche recentemente a Roma. Siamo nati sulla questione morale e gli indagati per corruzione o per aver preso mazzette e tangenti no, non possiamo accettarli. Siamo entrati per cambiare le cose, non per lasciarle così come sono».

La difesa della Raggi

Poi un riferimento all’altro caso che ieri ha sconvolto l’ala del governo: gli audio, diffusi da L’Espresso, tra Virginia Raggi e l’allora amministratore delegato di Ama, Bagnacani. Allontanato a febbraio, l’ex ad ha presentato un esposto in cui sostiene che la sindaca gli intimò di chiudere il bilancio della partecipata del Comune che si occupa di rifiuti in rosso. Il Carroccio, non appena la notizia si è diffusa, ha chiesto le dimissioni di Virginia Raggi. Di Maio ora difende a spada tratta la sindaca: «Quella di ieri su Virginia Raggi è stata una vera e propria sceneggiata mediatica. Tra l’altro, sempre ieri sera, a pochi giorni dallo scandalo sulla sanità che ha travolto il Pd in Umbria, ho avuto la fortuna di ascoltare il nuovo segretario del Pd dire che quando un politico è indagato, deve dare delle spiegazioni ai cittadini. Sono più che d’accordo, peccato però che ancora stiamo aspettando le sue di spiegazioni…». E infine la lezione sulla legalità: «Vedete, l’etica, la questione morale in politica hanno anche un prezzo, a volte, e un peso. Noi, questo peso, sappiamo sostenerlo. Noi questi valori li abbiamo sempre difesi. E continueremo a farlo. A testa alta e con orgoglio.

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