Coppia aggredita a Carpi, arrestata banda di nordafricani. Sono tutti pregiudicati (video)

sabato 27 aprile 15:43 - di Natalia Delfino

Sono tutti pregiudicati i quattro nordafricani, due tunisini e due marocchini, arrestati per la violenta rapina a due fidanzati di Carpi, durante la quale la ragazza, ex campionessa di arti marziali, era riuscita a difendersi e ad arginare l’aggressione. Proprio la testimonianza della ragazza e la necessità per i malviventi di medicarsi sono stati determinanti per il loro riconoscimento dei quattro che, come emerso dalle indagini, erano soliti agire sotto l’effetto di un cocktail di pscicofarmaci e alcol, che li rendeva particolarmente aggressivi e incuranti del pericolo e del dolore fisico. Durante le indagini sono state sequestrate ricette mediche, verosimilmente falsificate, per l’acquisto dei farmaci usati per drogarsi.

Testimoni e telecamere incastrano i nordafricani

I quattro, due marocchini di 21 e 29 anni e due tunisini di 20 e 21 anni, sono ora accusati di rapina e lesione aggravata. Uno dei due marocchini era stato arrestato in flagranza subito dopo i fatti, gli altri tre sono stati arrestati nella tarda serata di ieri. Decisive sono state le deposizioni di almeno cinque persone, che avevano assistito all’aggressione e poi ne hanno riconosciuto gli autori. Le testimonianze sono state poi incrociate con le telecamere di una sala slot nei pressi del luogo della rapina, che hanno ripreso quattro uomini che scappavano e uno che si puliva in bagno, gettando via un giubbotto insanguinato che poi è stato recuperato dalla Polizia di Carpi.

Gli aggressori finiti al pronto soccorso

Ulteriori riscontri, infine, sono arrivati anche dagli accessi al pronto soccorso dei feriti, il sabato mattina. I pugni sferrati dalla ragazza per legittima difesa hanno provocato dei danni evidenti in particolare a uno degli aggressori, provocandogli la rottura dei denti. L’uomo, quel sabato mattina, si è recato in ospedale ed è stato riconosciuto da altri testimoni, così come sono stati riconosciuti insieme a lui due soggetti chiave della vicenda: un testimone italiano, amico dei componenti del branco, che aveva cercato di sedare l’aggressione ma che era rimasto contuso, e un altro dei partecipanti alla rapina, che aveva accompagnato l’amico sanguinante in ospedale.

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