CasaPound: «Nessuno si permetta di chiamarci razzisti. Denunciamo la Raggi» (video)

mercoledì 10 aprile 11:47 - di Valeria Gelsi

Non ci stanno alle accuse di razzismo e annunciano una denuncia per «vederci chiaro sulle assegnazioni delle case popolari». All’indomani degli attacchi subiti per aver scelto di stare dalla parte degli abitanti dei quartieri di Torre Maura e Casal Bruciato, gli esponenti di CasaPound rilanciano sulla necessità di riportare l’attenzione sulla vera emergenza: il disagio delle periferie e degli italiani che vi abitano. Così, in una conferenza stampa tenuta proprio a Casal Bruciato, hanno chiesto conto all’amministrazione comunale pentastellata e alla sinistra che l’ha preceduta dei servizi che mancano, delle scelte nelle politiche abitative e di tutte quelle condizioni che generano nei romani un profondo senso di ingiustizia sociale.

«Non accettiamo le accuse di razzismo»

«Noi non accettiamo accuse di razzismo, non accettiamo accuse di fomentare l’odio nei quartieri popolari. Non le accettiamo dalla sinistra e soprattutto dal sindaco. Chi fomenta odio, chi crea tensioni sociali è chi, come a Torre Maura, porta 60 rom in un quartiere dove le palazzine cadono a pezzi, dove non c’è alcun servizio e dove questa amministrazione non ha mosso un dito», ha detto Luca Marsella, consigliere di CasaPound al X Municipio di Roma. «Per noi “Prima gli italiani” non è solo uno slogan elettorale e facciamo anche un appello a questo governo, se veramente “prima gli italiani” è uno dei punti principali di questo governo allora si devono cambiare le leggi, questo farebbe oggi CasaPound al governo», ha aggiunto Marsella.

CasaPound chiede chiarezza sulle case popolari

«Noi vogliamo vederci chiaro soprattutto sulle assegnazioni di queste case popolari. Perché non riusciamo a capire come questa casa popolare qui a Casal Bruciato sia stata assegnata a una famiglia rom, quando ci sono centinaia di famiglie italiane, romane, in lista con il massimo del punteggio da oltre dieci anni», ha proseguito il consigliere municipale di Cpi, facendo riferimento alla vicenda della casa popolare assegnata a una famiglia rom, che ha scatenato le proteste dei residenti. «Il sottoscritto – ha raccontato Marsella – ha protocollato il 10 luglio scorso un accesso agli atti che chiedeva di visionare le graduatorie delle case popolari del Comune di Roma. È un mio diritto come consigliere avere accesso alle graduatorie e verificare se non ci sono stati imbrogli». A 8 mesi di distanza, però, nulla si è mosso, nonostante i termini previsti per la risposta siano di 60 giorni. «Perché la graduatorie non sono pubbliche, perché oggi, dopo queste vicende il sindaco Raggi non rende pubbliche le graduatorie delle case popolari e quantomeno non le mostra a chi come me ne ha diritto come consigliere?», ha chiesto quindi il consigliere del X Municipio, annunciando che «adesso procederò con una denuncia ai carabinieri».

Le responsabilità di chi amministra la città

«Noi – ha incalzato ancora Marsella – crediamo che chi fa veramente razzismo è chi amministra questi quartieri, CasaPound nelle periferie della città c’è sempre stata ad aiutare le famiglie italiane in difficoltà. Ci accusate di calpestare il pane a Torre Maura, ma la verità è che noi il pane in questi quartieri lo portiamo, e non lo portiamo per tornaconto elettorale perché noi nei quartieri popolari c’eravamo prima, ci siamo adesso e ci saremo anche domani, quando i riflettori su questi quartieri saranno di nuovo spenti». «Speriamo che questa amministrazione vada presto a casa e che in Campidoglio ci siano presto rappresentanti di CasaPound», ha concluso l’esponente di Cpi.

Solo nel 2018 per campi rom e gestione di centri come quello che doveva ospitare i rom a Torre Maura sono stati spesi 17 milioni di soldi pubblici dal Comune di Roma. Tutto questo mentre CasaPound aiuta migliaia di famiglie italiane con le raccolte alimentari. Noi il pane non lo calpestiamo, noi lo portiamo alle famiglie italiane.E non lo portiamo per i voti, perché nelle periferie c’eravamo prima, ci siamo adesso, e ci saremo anche domani quando i riflettori saranno spenti.

Pubblicato da Luca Marsella su Martedì 9 aprile 2019

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