Atrocità a Taranto: segregato in casa e picchiato a morte da una baby gang

venerdì 26 aprile 16:49 - di Redazione

Lo avrebbero segregato in casa per giorni, seviziandolo e picchiandolo fino alla morte. Per questo 14 giovanissimi, 12 minorenni e due maggiorenni, sono indagati in relazione alla morte di un 66enne di Manduria, nel Tarantino, deceduto tre giorni fa in seguito al ricovero in ospedale, dopo essere stato trovato dagli agenti di polizia legato ad una sedia in casa. Al vaglio degli investigatori anche alcuni video delle sevizie che la baby gang avrebbe condiviso in chat su Whatsapp.

L’uomo ha subito una serie di assalti nella sua abitazione da parte del branco di ragazzi che lo avrebbero aggredito, rapinato e bullizzato.

Soffriva di disagio psichico, era stato costretto a rinchiudersi in casa e a non alimentarsi per giorni.

Gli agenti del locale Commissariato il 6 aprile scorso, su segnalazione di alcuni vicini, sono intervenuti nell’appartamento e hanno trovato il 66enne seduto su una sedia dalla quale probabilmente non si muoveva da giorni. Nei video, diffusi tramite Whatsapp, i giovani si sarebbero ripresi mentre sottoponevano la vittima a violenze con calci, pugni e bastoni.

Le procure, quella dei minori e quella ordinaria, indagano per i reati di omicidio preterintenzionale, stalking, lesioni personali, rapina, violazione di domicilio e danneggiamento. La vittima nei giorni scorsi stata sottoposta a due interventi per suturare una perforazione gastrica e per una emorragia intestinale.

Secondo alcuni vicini di casa, il 66enne era diventato bersaglio dei bulli sin dal 2012. Dichiarazioni che sono al vaglio delle due procure che si occupano della vicenda. In 12 sono stati iscritti nel registro degli indagati dal procuratore capo della Repubblica presso il Tribunale dei minori, Pina Montanaro. I due maggiorenni, di 19 e 22 anni, sono indagati dal pubblico ministero Remo Epifani della Procura della Repubblica ordinaria.

Prevista l’autopsia da parte del medico legale di Bari, Liliana Innamorato, ma ci vorranno ulteriori esami di laboratorio per stabilire se la morte del 66enne sia stata causata dai traumi subiti a seguito delle aggressioni subite o, ad esempio, dallo stato di prostrazione e di degrado in cui l’anziano era caduto dopo essere stato bullizzato.

Al momento si procede per i reati di omicidio preterintenzionale in concorso, lesioni personali, danneggiamento, minacce e violazione di domicilio, ma il capo d’imputazione – come ha spiegato dall’avvocato Lorenzo Bullo, che assiste cinque minori e uno dei maggiorenni indagati, “è provvisorio”. “L’ultimo episodio di percosse che si ipotizza – ha detto ancora – risalirebbe a febbraio. Il decesso è avvenuto a distanza di settimane. E anche in relazione alla contestazione dello stalking, si parla di presunti episodi che sono scollegati. Non abbiamo ancora alcun elemento per valutare la fondatezza o meno di queste imputazioni”.

Per il ministro dell’Interno, Matteo Salvini, “se confermati colpevoli, pene esemplari per tutti, anche per i minorenni, che devono essere trattati (e puniti) come tutti gli altri”. “Di fronte a simile violenza per me – ha detto il leader leghista – non esiste la distinzione fra minorenni e maggiorenni”.

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