Arturo Diaconale al Secolo: “Razzismo? Contro la Lazio un pregiudizio mediatico”

sabato 27 aprile 14:56 - di Francesco Certo

La tifoseria della Lazio è nella bufera per i presunti cori razzisti rivolti nel match di coppa Italia ai milanisti Kessie e Bakayoko. Il giudice sportivo ha preso tempo e solo lunedì si pronuncerà. La procura federale non ha ritenuto di aprire un’indagine. Il ministro dell’interno Salvini ha ribadito la contrarietà allo stop delle gare per cori razzisti.
Arturo Diaconale è il portavoce della S.S Lazio.
Perché si è arrivati a questa identificazione completa del tifo della Lazio con l’immagine razzista ed estremista di tutta una tifoseria?
“Perché  c’è una tendenza alla semplificazione politicamente corretta dei media, per cui accade un po’ come nei flash mob: si mettono cinque persone con due cartelli e dicono una cosa a nome di una intera tifoseria; ecco così l’identificazione di tutta una categoria , questo è un danno micidiale per l’immagine del club”.

“Ci sono interessi conto di noi”

Cos’è un  eccesso di semplificazione o comodità?
“C’è comodità, semplificazione, interesse dei media che puntano a sostenere altre squadre di altre regioni e di altre zone, e poi c’è un  pregiudizio radicato nel corso degli anni per cui tutta la curva della Lazio e tutta la tifoseria automaticamente sono di destra, estremisti, e chi più ne ha più ne metta”.
Solo un’ammenda per i due milanisti Bakayoko e Kessie; un caso non meno grave dei cori razzisti che peraltro l’arbitro Mazzoleni non ha sentito.
“Ma sai anche qui ci sono due pesi e due misure della cultura politicamente corretta, per cui la stragrande maggioranza delle manifestazioni contro i giocatori non sono di natura razzista ma si fanno i fischi o i buu al giocatore avversario, che è più forte di tutti o ha fatto qualcosa che ha indispettito ma in cui il razzismo c’entra poco o nulla. Allora nella Lazio non dovrebbero giocare giocatori come Bastos Wallace o Lukaku, ci sono stati e ci saranno sempre giocatori di ogni genere e specie che invece vengono tranquillamente accettati. Insomma,  di cosa parliamo? Il razzismo è altra roba, però la cultura politicamente corretta ti porta a trasformare tutto in razzismo”.

“Normale Atalanta-Fiorentina?”

Avete fatto passi preventivi con l’UEFA?
“Che facciamo excusatio non petita, accusatio manifesta? No, aspettiamo quello che si decide;  il problema vero è che questo pregiudizio mediatico  porta a livello europeo un pregiudizio complessivo contro la Lazio del tutto ingiustificato”.
In arrivo le due partite con l’Atalanta che qualche preoccupazione la danno sotto l’ordine pubblico. Si sente di lanciare un messaggio distensivo?
“Non faccio altro che lanciare appelli al senso di responsabilità,  l’ho fatto prima di Milan Lazio, lo farò in vista delle due partite con l’Atalanta; in generale non avere il senso di responsabilità significa danneggiare i propri colori la squadra e se stessi e ovviamente è un errore. Tuttavia non posso non rilevare  che i cori razzisti (che non si sono sentiti) hanno creato uno  scandalo micidiale, ma gli scontri e la violenza che hanno preceduto Atalanta Fiorentina, quello è normale?

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