Verona, Fontana conferma il patrocinio al Congresso delle famiglie. Bye Bye M5S

20 Mar 2019 17:49 - di Gigliola Bardi

Il patrocinio al Congresso mondiale delle famiglie a Verona è confermato. A riferirlo nell’aula di Montecitorio durante il question time è stato il ministro per la Famiglia Lorenzo Fontana, rispondendo a due interrogazioni parlamentari presentate dal Pd e da FdI. «Alcune notizie apparse in questi giorni sono destituite da ogni fondamento: confermo l’intento di concedere all’evento il patrocinio, deciso a novembre; e confermo la mia partecipazione al convegno», ha ribadito Fontana.

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«Il comitato organizzatore del congresso mondiale delle famiglie ha presentato formale richiesta di patrocinio ai miei uffici nei mesi passati, inoltrando tutti i documenti necessari e – ha spiegato il ministro – dopo una approfondita analisi e valutazione della documentazione ricevuta, è stato concesso il patrocinio nel novembre scorso, mentre per il logo la materia appartiene al dipartimento per l’Informazione e l’editoria». Ma, rispetto alle polemiche di questi giorni sul patrocinio, Fontana ha anche chiarito che «non è stata avanzata alcuna richiesta di revoca, né di natura politica né amministrativa, ma solo di approfondimento istruttorio di alcuni aspetti tecnici, relativi ad esempio al pagamento di un ticket di ingresso, chiarendo che l’iniziativa non può assumere alcun fine lucrativo». «Mi sarei aspettato qualche richiesta di chiarimento, anche in forma privata, ma attualmente questa non è ancora avvenuta», ha poi spiegato il ministro della Famiglia, con un implicito riferimento alle posizioni critiche espresse dal sottosegretario Vincenzo Spatafora di M5s.

Zaia avverte: «Girano tante notizie false»

In giornata, inoltre, anche il governatore, Luca Zaia, ha confermato il patrocinio della Regione Veneto all’iniziativa. «La posizione della Regione è trasparente, ci è stato chiesto il patrocinio che abbiamo garantito. Ci sono un sacco di polemiche: io per primo mi sono documentato visto che sui giornali girano notizie risultate poi non fondate. Se i temi restano nel binario corretto hanno tutto il diritto di essere trattati», ha spiegato Zaia, parlando poi di «massimo rispetto della libertà di tutti». «Penso che questi cittadini abbiano tutto il diritto di esprimere le loro idee, dopo funziona il principio per cui la tua libertà finisce quando inizia la mia e viceversa. Se qualcuno va lì a predicare contro i gay o si esce dal seminato, se qualcuno si permette di dire che in Veneto l’omofobia è di casa, ci penso io», ha concluso Zaia.

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