Tav, la Telt pubblica i bandi di gara. Salvini: «Una scelta chiara, ma ci sono 300 cantieri da far ripartire»

lunedì 11 marzo 19:02 - di Lucio Meo

Via libera del Cda di Telt all’unanimità agli avvisi di gara relativi ai lavori del tunnel di base della Tav Torino Lione. Lo rende noto la società al termine del board confermando “che gli avvisi di avvio delle gare contengono l’esplicitazione della facoltà di interrompere senza obblighi e oneri la procedura in ogni sua fase”. Il Cda, che si è riaggiornato oggi in videoconferenza tra Parigi e Roma, con la partecipazione di tutti i membri italiani e francesi e alla presenza del rappresentante della Commissione europea, quindi, “ha deciso all’unanimità di dare corso alle procedure di gara relative ai lavori in Francia per il tunnel di base, per un importo stimato di 2,3 miliardi di euro, tenendo conto delle indicazioni ricevute dai due Stati e conformemente alle lettere di Telt del 18 dicembre, 21 febbraio e da ultimo quella indirizzata ai primi ministri del 9 marzo”.
L’obiettivo, si legge nella nota, “è di salvaguardare l’integrità della contribuzione del finanziamento europeo consentendo l’approfondimento e il libero confronto tra Italia e Francia e con l’Unione europea”. Il Cda ha quindi “dato mandato alla Direzione Generale di procedere per l’espletamento degli adempimenti per la pubblicazione degli Avis de Marchés sulla Gazzetta europea”. Telt conferma quindi “l’impegno a verificare le volontà dei due Governi al termine della selezione delle candidature, prima di procedere all’invio dei capitolati di gara alle imprese”.

Come spiegato dal premier Conte, con questi “avvisi” emessi oggi ci si limiterà  a svolgere mere attività preliminari con una clausola di dissolvenza che in futuro, permetterà eventualmente di bloccare i bandi. Quindi tra gli avis de marchés e i bandi di gara ci vorrà l’avallo del governo ed almeno sei mesi. L’opera dunque non si blocca ma non parte nemmeno.

Per Matteo Salvini, che ha commentato la decisione al termine del Consiglio federale della Lega, si tratta di “una scelta chiara e unanime, ma è solo una delle opere pubbliche”. Perché “ci sono 300 cantieri da far ripartire, porti, aeroporti, ferrovie e metanodotti. Contiamo che nell’arco di qualche giorno il Consiglio dei ministri porti in approvazione un decreto urgente sblocca-cantieri. Sono convinto che siamo sulla strada giusta”. «La Francia ribadisce il suo pieno impegno al progetto Torino – Lione e la sua disponibilità ad una discussione tra partner», è stata invece la nota il ministro dei Trasporti francese, Elisabeth Borne, dopo il via libera di Telt. «Come la Francia aveva auspicato, il Cda di Telt ha permesso di lanciare gli avvisi di appello a candidatura necessari per il proseguimento del cantiere», spiega Borne, che aggiunge: «Questo permette l’avanzamento del progetto, di preservare i finanziamenti europeo e di preservare il rispetto del tempo di riflessione auspicato dal governo italiano». Si tratta, spiega, “di una tappa positiva nell’interesse del progetto Torino – Lione”.

La pubblicazione degli avis de marché, o avvisi di gara, “è un primo passo necessario. Ne serviranno altri”, sottolineava stamane il portavoce della Commissione europea per i Trasporti Enrico Brivio, durante il briefing con la stampa a Bruxelles, commentando l’annuncio del premier Giuseppe Conte. «L’Inea (Innovation and Networks Executive Agency, ndr) aveva stimato che se il procedimento di gara non fosse stato lanciato prima della fine di marzo, c’era la possibilità che i lavori non venissero compiuti secondo la tempistica prevista dall’accordo di finanziamento», spiegava.

«Spero che i nostri amici italiani, quali che siano le vicissitudini del momento attuale e quali che siano le richieste, non illegittime, di rivalutare le cose, restino impegnati a realizzare la Tav», ha commentato nel primo pomeriggio il commissario europeo agli Affari Economici e Finanziari, Pierre Moscovici, a margine dell’Eurogruppo a Bruxelles.

«Sostenere che questo progetto non ha senso, che è insignificante, che è negativo – continua Moscovici – per me è un errore, perché la Tav è un grande progetto per il futuro dell’Italia, della Francia e dell’Europa. Prima di fare il commissario europeo, ricorda infine, sono stato ministro degli Affari Europei e delle Finanze del mio Paese e credo che la Lione Torino sia un grande progetto per il futuro».

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