Suicidi in divisa, la strage continua: a Bergamo carabiniere e vigile si uccidono a distanza di pochi giorni

lunedì 11 marzo 14:39 - di Robert Perdicchi

Forse le motivazioni sono diverse, come le modalità, come i motivi reconditi nascosti nella mente dei due uomini in divisa, ma quello che è certo è che la lunga scia di sangue tra il personale che di dedica alla pubblica sicurezza si allunga ancora. Nella zona di Bergamo, a distanza di qualche giorno, si sono tolti la vita un carabiniere e un vigile, Luca e Francesco, entrambi sul loro luogo di lavoro. Ne dà notizia un quotidiano locale, Bergamo News, che racconta con dovizia di particolari due drammatici episodi accaduti nella caserma di Clusone e alla circoscrizione di Bergamo. «Il gesto in Valseriana è avvenuto giovedì 7 marzo: il maresciallo Luca Cogoni, 43 anni, ha deciso di farla finita nel tardo pomeriggio di giovedì 7 marzo nell’ufficio del capitano: è rimasto ferito gravemente e poi è spirato sabato in ospedale». Domenica mattina, a poca distanza, il gesto dell’agente della polizia municipale di Bergamo, Francesco Brignone,  56 anni (nella foto), nel suo piccolo, un simbolo: nel 2007 fu premiato dalla Regione perché, fuori servizio e disarmato, rincorse tre malviventi autori di una rapina, permettendo ai colleghi di arrestarli, nel 2013 in servizio ai funerali del presidente dell’Ana Leonardo Caprioli indossò il cappello d’alpino per l’orgoglio della comunità.

Tra i due gesti, come detto, nessun apparente collegamento ma il Siulm, sindacato unitario lavoratori militari, ha comunque scritto in proposito una lettera al comandante dell’Arma dei Carabinieri, il generale Giovanni Nistri. «Ci rivolgiamo a Lei dopo l’ennesima notizia di un suicidio di un Carabiniere. Il dolore, il turbamento, la commozione e la preoccupazione per quanto accaduto è grande, anche pensando ai familiari, alla figlia, ai colleghi tutti. Non ci sono comunicazioni ufficiali, nessun organo di informazione nazionale o sito nazionale, come ormai purtroppo accade da tempo, lo riporta. Come se questi fatti e il tema suicidi siano da mettere sotto il classico tappeto che ormai assume forma non più tale. Crediamo che il silenzio non aiuti a risolvere i problemi del personale. Si farà un’inchiesta per capire come si possa giungere a questi atti che negli ultimi tempi hanno frequenze per noi inaccettabili?», si interroga il sindacato.

L’associazione nazionale dei carabinieri fa notarere come i numeri parlino, purtroppo, chiaro: «La media dei suicidi della popolazione è di circa 5 casi ogni centomila abitantllmentre per le Forze dell’Ordine il dato raddoppia arrivando a 9,8 casi ogni centomila appartenenti. Nessun giornale ha rilanciato la notizia, eppure la gravità del fatto è eclatante…».

Commenti

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *