Sicignano, Zancan e Stacchio: «Basta menzogne, la legittima difesa non è far west»

giovedì 28 marzo 17:13 - di Michele Pezza

Si chiamano Francesco Sicignano, Roberto Zancan, e Graziano Stacchio e da tempo, loro malgrado, sono assurti a testimonial della necessità di modificare la legge sulla legittima difesa. E oggi che il Senato ha pronunciato il sì definitivo all’approvazione del nuovo testo, per loro è il gran giorno che li affranca dalle tribolazioni vissute davanti alla macchina della giustizia per difendere la propria incolumità e i propri beni anche se non riuscirà mai del tutto a restituire loro serenità. «Sono felicissimo. È giusto che in casa propria la legittima difesa sia sempre sacrosanta e ci siamo arrivati», esclama Sicignano, il pensionato che non riesce a cancellare dalla sua mente quel giorno del 2015 quando a Vaprio d’Adda, nel Milanese, sparò e uccise un ladro albanese entrato nella sua abitazione.

I tre si sono difesi nel corso di tentate rapine

L’accusa di omicidio volontario a suo carico fu archiviata sin dalla fase delle indagini. Ma solo oggi è un uomo che si è riappacificato con lo Stato: «Quello che vedo oggi ha la determinazione a farsi rispettare», commenta. Come lui esultano Zancan e Stacchio. I loro nomi sembrano indissolubilmente uniti da quel maledetto 3 febbraio del 2015. Siamo a Ponte di Nanto, in provincia di Vicenza. Zancan non c’è quando nella sua gioielleria entra un commando di 5 uomini decisi a tutto pur di portargli via ori e preziosi. Nel negozio c’è solo la commessa, che vive attimi di puro terrore. Ma in sua difesa accorre Stacchio, il benzinaio. Ha un fucile legalmente denunciato. Con quello spara e colpisce alla gamba Albano Cassol, un nomade trevigiano che di lì a poco morirà per choc emorragico.

«La nuova legittima difesa? Un passo avanti»

Alla notizia dell’approvazione della nuova legge sulla legittima difesa, Zancan si mostra contento solo a metà. Fosse dipeso da lui, avrebbe del tutto eliminato la discrezionalità del magistrato. Ma la sua è una posizione che ancora risente del trauma patito. Altra questione discutibile, secondo il gioielliere, è quella legata al rimborso delle spese legali che dovrebbero essere garantite dallo Stato: «Noi non dovremmo neanche trovarcelo un legale, dovremmo essere difesi in automatico dallo Stato». Parla invece di «legge tampone» con riferimento al nuovo testo sulla legittima difesa Stacchio: «Nessuno vuole il far west, nessuno vuole comprare una pistola per fare giustizia da sé, ma solo difendersi. Non è certo possibile avere un poliziotto per ogni persona. Questa – conclude il benzinaio – è una legge tampone, ma comunque un passo avanti per le vittime come noi che abbiamo subito aggressioni e rapine».

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