Roma si prepara all’arrivo di Xi Jinping: ai giornalisti vietato fare domande al “principe rosso”

domenica 17 marzo 17:55 - di Redazione

Il presidente cinese Xi Jinping, il “principe rosso”, arriverà a Roma venerdì 22 marzo e il giorno dopo, sabato 23, è prevista la firma del discusso memorandum economico sulla nuova Via della Seta. Saranno rigorosamente vietati assembramenti e sit in di protesta in un clima che rispecchia quello riservato in Cina a chi dissente.  I Radicali italiani, che volevano inscenare a piazza Colonna un sit in contro il memorandum, dovranno accontentarsi di alzare la voce davanti alla sede Rai di Viale Mazzini.

Fatto ancora più sconcertante: il presidente cinese non risponderà alle domande dei giornalisti dopo il pranzo ufficiale con il premier Conte a Villa Madama. Rilascerà solo qualche dichiarazione di circostanza.

Restano sul tappeto le questioni poste dalla Lega sul memorandum, in particolare sul tema delle telecomunicazioni anche se il governo garantirà il controllo dei settori strategici attraverso la golden power, cioè la possibilità di blindare delle società che gestiranno le infrastrutture realizzate con capitali cinesi in caso di rischi per la sicurezza nazionale. “Le chiavi di casa – ripete Matteo Salvini – le devono possedere gli italiani”.  “Voglio controllare chi viene a investire in Italia, su cosa viene a investire e che non siano settori strategici”, ha sottolineato Salvini, spiegando che “dal mio punto di vista non ci sarà nessun problema con gli Stati Uniti”. Perplessità sull’accordo anche da parte del ministro degli Esteri Enzo Moavero Milanesi:  “Naturalmente le preoccupazioni legate a profili di sicurezza dei nostri alleati sono in primis le nostre preoccupazioni”, aggiungendo che le garanzie per i cittadini e per il nostro Paese “hanno la precedenza sulle opportunità economiche”.

Più si avvicina la visita di Xi Jinping con la conseguente firma del memorandum sulla nuova Via della Seta più gli interrogativi sui preminenti interessi nazionali vengono posti anche dal mondo della produzione. “Non dobbiamo alzare muri, ma problema è complesso”, ha affermato nel corso di ‘Mezz’ora in più’ su Rai3, il presidente di Fincantieri Giampiero Massolo. Massolo faceva riferimento alla presenza di operatori di telecomunicazioni cinesi che operano nel 5G (la quinta generazione di connessione mobile) in Europa e in Italia. “Masse sempre più imponenti di dati a velocità sempre maggiori vanno affidati a chi è di nostra fiducia o a chi offre qualche centesimo in meno?”.

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