Reddito “di delinquenza” a Br e mafiosi? Meloni: «L’avevamo previsto ma il nostro emendamento fu respinto»

giovedì 7 marzo 15:38 - di Lucio Meo

Criminali, ex brigatisti, stupratori, ladri, titolari di fedine penali non del tutto immacolati in fila per il reddito di cittadinanza? Un’ipotesi molto verosimile, alla luce di quanto accaduto nel primo giorno di apertura degli sportelli delle Poste per chiedere il sussidio. L’altra faccia della medaglia che in tanti, sui giornali, stanno denunciando. Tra coloro che si sono messi in fila per chiedere il modulo, secondo quanto riferisce il Messaggero, ci sarebbe anche la famiglia Roberto Spada, il reggente del clan di Ostia e autore della testata nei confronti di un giornalista Rai. Non manca, nelle cronache di questa mattina, anche l’intervista a un ex Brigatista rosso, Rosario La Paglia, ieri in fila alle poste per avere il “reddito”: «Sono stato in carcere per terrorismo, facevo parte della colonna torinese delle Brigate Rosse ma dopo che è nata la mia prima figlia ho appeso il ferro al chiodo e pagato il mio debito con la giustizia».

L’accesso al reddito di cittadinanza anche a chi si è macchiato di imprese criminali, a detta di Giorgia Meloni, sarebbe stato evitato se la maggioranza avesse accolto un emendamento di FdI: «Primo giorno utile per richiedere il reddito di cittadinanza e hanno già presentato domanda un esponente del clan Spada e un ex brigatista rosso. Ecco la conseguenza della bocciatura da parte della maggioranza grillo leghista dell’emendamento di Fratelli d’Italia per escludere dal sussidio chi ha subito condanne superiori a due anni. Il reddito di cittadinanza andrà anche a delinquenti recidivi, spacciatori, rapinatori, ladri d’appartamento, stupratori, stalker, assassini pedofili, tutte categorie non escluse dalla norma, visto che sono esclusi solo pochissimi reati di mafia e terrorismo. Dal reddito di cittadinanza al reddito di delinquenza», dichiara la Meloni.

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