Meningite, l’ultimo caso è a Reggio Emilia: morta ragazza di 19 anni

lunedì 11 marzo 14:43 - di Redazione
meningite

Una ragazza di 19anni è morta questa mattina per sepsi da meningococco all’ospedale Santa Maria Nuova di Reggio Emilia, dove era ricoverata in rianimazione da sabato «in condizioni gravissime». Il decesso è subentrato, ha informato la direzione dell’Ausl Irccs reggiano, «nonostante le cure e tutti gli interventi messi in atto dai sanitari per le conseguenze di questa grave patologia». Il caso di Reggio Emilia è il terzo registrato in Italia negli ultimi giorni: la scorsa settimana erano stati ricoverati in condizioni gravissime un ragazzo di 29 anni in Sardegna e un bambino di 8 in Toscana.

Intervento «tempestivo» per prevenire la diffusione

La Ausl di Reggio Emilia ha fatto sapere che le istituzioni sanitarie sono intervenute «tempestivamente» per prevenire la diffusione della malattia «e già da ieri hanno predisposto le misure di profilassi ai contatti stretti del caso e ai contatti stretti ospedalieri». Ma la nota della direzione sanitaria offre anche una sorta di vademecum su come riconosce la meningite, ricordando che «la malattia invasiva causata da Neisseria meningitidis (meningococco) si manifesta come infiammazione delle meningi, membrane che avvolgono il cervello e il midollo spinale, o come sepsi (infezione del sangue)». «I tipi di meningococco che danno più frequentemente malattia nell’uomo sono i B e C, più frequenti in Italia, oltre agli A, W135 e Y. Il meningococco – viene spiegato ancora – può essere presente nel naso e nella gola di molte persone in buona salute, i cosiddetti portatori sani che rappresentano il 10% della popolazione (25% dei giovani) e che possono trasmettere ad altri l’agente infettivo».

Come si contrae la meningite

«Il contagio – chiarisce ancora la Ausl – avviene attraverso le goccioline di saliva che si emettono parlando, starnutendo o tossendo, pertanto sono a rischio di contagio le persone che hanno avuto contatto stretto (distanza inferiore a 1 metro) e prolungato con il malato nei 7 giorni precedenti. Il periodo di incubazione varia da 2 a 10 giorni, attestandosi di solito intorno ai 3-4 giorni. Il meningococco non vive più di pochi minuti al di fuori dell’organismo, per questo la malattia non si diffonde così facilmente come il comune raffreddore o l’influenza e non è necessario effettuare disinfezioni straordinarie nei luoghi di vita e di lavoro. Solo una piccolissima percentuale delle persone che ospitano il meningococco – conclude il comunicato – sviluppa meningite o sepsi».

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