Meloni: «Il reddito di cittadinanza è una grande bufala e gioca sulla disperazione»

giovedì 7 marzo 14:01 - di Federica Parbuoni

«Qui servono le Infrastrutture di cittadinanza, altro che il reddito di cittadinanza. L’obiettivo di questa misura è fare cassa facile, sfruttare la disperazione della gente è una cosa che la politica ha sempre fatto, non ci serviva il governo del cambiamento per questo». A ribadirlo è stata Giorgia Meloni, intervenendo alla presentazione del nuovo gruppo consiliare di Fratelli d’Italia al Comune di Palermo, un’occasione in cui la leader della destra ha anche illustrato, insieme alla deputata Carolina Varchi, le nuove adesioni al partito in città e provincia.

«Servono infrastrutture di cittadinanza»

Nel corso dell’incontro Meloni si è soffermata anche, però, sui temi che maggiormente impegnano il dibattito politico, mettendo in luce tutta la debolezza politica e programmatica del governo: reddito di cittadinanza e Tav. «Comprendo che sulla Tav ci sia una crisi di governo a dispetto di quello che dice il “genio” del nostro ministro delle Infrastrutture, che è convinto che sia un buco che va da Torino a Lione. Parliamo di un pezzetto di alta velocità che manca per collegare l’Italia a tutta la rete dell’intermodalità europea», ha ricordato Meloni, chiarendo che «l’Unione europea ha deciso di spostare, entro il 2050, il 50% del commercio su alta velocità. Se noi non costruiamo quel pezzo l’Italia resterà isolata da tutto il commercio europeo, significa finire come il Terzo Mondo». «Il tema delle infrastrutture deve essere centrale», ha detto la leader di FdI, ricordando anche come da questo, per esempio, dipenda la situazione della Blutec. «La mancanza di infrastrutture commerciali a Termini Imerese ha determinato la difficile situazione che stiamo vivendo in questi mesi e che si trascina da anni: quello che veniva prodotto nella fabbrica di Termini Imerese aveva difficoltà a muoversi, senza infrastrutture noi siamo spacciati e abbiamo solo cattedrali nel deserto», ha detto Meloni, a proposito del rilancio dell’ex stabilimento del Lingotto che resta ancora al palo.

Meloni: «Il reddito di cittadinanza è una grande bufala»

«Le infrastrutture sono la vera cittadinanza che dobbiamo portare in Sicilia e nel Mezzogiorno. La nostra proposta è quella di riequilibrare la spesa per infrastrutture fra Nord e Sud, deve essere 50% al Nord e 50% al Sud. C’è un ritardo del Mezzogiorno che deve essere colmato e senza il quale possiamo dare tutti i redditi di cittadinanza che vogliamo ma continueremo sempre ad avere lo stesso numero di disoccupati», ha chiarito Meloni. Dunque, non reddito di cittadinanza, ma «infrastrutture di cittadinanza». Anche perché il primo presto apparirà a tutti per quello che è: «Una grande bufala». «Di Maio dice: “Io ti do il reddito di cittadinanza per un anno e poi il lavoro lo devi accettare ovunque”. Significa che tra un anno a un siciliano che ha preso il reddito diranno che può andare a lavorare a Brescia. Noi speravano di avere un governo che ci aiutasse a creare lavoro in Sicilia e le proposte che abbiamo fatto in questi mesi sono rivolte ai nostri giovani, ai nostri adulti che possano trovare lavoro qui e non scappare al Nord», ha sottolineato Meloni, ricordando che «il reddito di cittadinanza è una grande bufala, soprattutto sui numeri». «Gli italiani se ne renderanno conto troppo tardi, cioè dopo le europee», ha proseguito Meloni, tornando a dire che il reddito di cittadinanza è prima di tutto «sbagliato su un piano culturale, perché non si può mettere sullo stesso piano dell’assistenza chi può lavorare e chi non può farlo». «Lo Stato si deve occupare di assistere chi non può lavorare. Penso ai genitori che si devono occupare dei bambini piccoli, dei disabili, degli anziani, ma per gli altri c’è bisogno del lavoro di cittadinanza».

 


                
Commenti

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

  • Mauro Collavini 8 marzo 2019

    Cara Giorgia, dopo aver buttato 35 euro per tutti gli stramaledetti clandestini importati in Italia, aver dato un lavoro a tutti coloro che venivano in Italia dopo l’entrata in Europa (Giovani dall’Est europa) ed averlo tolto a molti italiani, il reddito di cittadinanza mi sembra il minimo si dovesse fare. Inoltre visto che la ns. Costituzione dice che il ns. paese è fondato sul lavoro, mi sembra logico che ogniuno dalla fine del periodo di studi debba lavorare e se non trova il lavoro debba essere lo stato a trovarglielo. Vedrai che se lo stato si mette in moto in tal senso, con il reddito di cittadinanza si risolveranno un sacco di problemi. Iniziate invece a spingere il governo a rimandare a casa loro i famosi 500.000 clandestini entrati in Italia dal 2012 in poi.

    • Francesco Storace 8 marzo 2019

      Col reddito di cittadinanza ne arriveranno di più

  • Giuseppe Forconi 8 marzo 2019

    La Meloni ha pienamente ragione, anche perche’ il reddito di cittadinanza senza meno andra’ a finire nelle tasche dei rom dei zingari dei nullafacenti e a tutti quelli che il lavoro ha fatto sempre paura. Quindi ??? Portare il lavoro al sud e’ cosa buona, come anche andrebbe portato in Africa per poter rimpatriare i quasi due milioni ( se non vado errato ) di nulla facenti, almeno potranno bighellonare a casa loro e non da noi evitando cosi danni a cose e a persone ( cosa molto frequente al momento ). Allora, ci moviamo o aspettiamo babbo natale ?

    • Francesco Storace 8 marzo 2019

      ci muoviamo, ovvio

    In evidenza

    contatore di accessi