Mafia, droga e stupri in Sicilia. Colpo alla mafia nigeriana: in manette dieci superlatitanti

sabato 30 marzo 11:21 - di Redazione

Associazione di stampo mafioso, associazione finalizzata al traffico illecito di sostanze stupefacenti, violenza sessuale e violenza sessuale di gruppo. Con queste accuse pesantissime la polizia ha arrestato 10 latitanti nigeriani in Italia, ricercati in tutta Europa, che erano fuggiti in Francia e in Germania. L’ordinanza di misura cautelare è stata emessa a gennaio dal gip di Catania. I nigeriani arrestati, tutti fra i 25 e i 29 anni, sono considerati membri di un gruppo della “’mafia nigeriana” transnazionale di matrice cultista e denominata “Vikings” o “Supreme Vikings Confraternity”. Il gruppo è collegato a una rete più ampia radicata nel Paese africano e diffusa in diversi Stati europei ed extraeuropei con una struttura gerarchica, organi deputati al coordinamento dei vari gruppi diffusi in Italia e al controllo del rispetto delle regole interne, con ruoli e cariche ben precise all’interno dell’organizzazione. I dieci avrebbero tutti fatto parte della cellula siciliana che operava a Catania e nella provincia e aveva la base nel Cara di Mineo. Nel centro, stando alle indagini, più volte ci sarebbero stati degli scontri con altri gruppi per mantenere il predominio tra le comunità straniere.

Nell’operazione svolta dalla Mobile di Catania e coordinata da quella Procura Distrettuale Antimafia, la polizia tedesca ha localizzato e tratto in arresto a Ratisbona due persone mentre quella francese, con il supporto di personale del Servizio centrale operativo, della Mobile etnea e del Servizio per la cooperazione internazionale di polizia, ha arrestato due persone a Parigi e due a Nancy, una delle quali poi sottoposta al solo obbligo di firma. A Marsiglia sono finite in manette altre tre persone appartenenti alla rete e anche a Nizza è stato effettuato un arresto.

Immediato il commento di Matteo Salvini, che ribadisce la formula della tolleranza zero. «Una decina di latitanti nigeriani sono stati arrestati in Francia e Germania dalla Polizia di Stato, in collaborazione con le autorità francesi e tedesche. Erano ricercati con l’accusa di associazione mafiosa, violenza sessuale, traffico di droga. Operavano a Catania e, secondo le accuse, avevano la base operativa nel Cara di Mineo che ora stiamo progressivamente svuotando. Grazie a investigatori e Forze dell’Ordine, nessuna tolleranza per mafiosi e delinquenti»

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