Luigi Di Maio è indagato e fa il furbetto dell’immunità parlamentare

sabato 16 marzo 10:44 - di Francesco Storace

Eppure potrebbe chiedere scusa. Invece si farà scudo con l’immunità parlamentare. Ricordate Luigi Di Maio scagliarsi in tv contro i furbetti del reddito di cittadinanza, per giunta sbagliando la mira? Ebbene, ora la patente del furbetto di giornata tocca a lui, perché si ritrova indagato per diffamazione.

La superficialità del vicepremier

E’ appena arrivata presso la giunta per le autorizzazioni a procedere della Camera la richiesta del Gip di Roma Mara Mattioli. La denuncia contro il vicepresidente del Consiglio è stata presentata da Luigi Rotella, presidente di Aipaa. E’ un’associazione che era stata sbeffeggiata in televisione dal capo pentastellato come ente di patronato che indicava come ottenere il reddito di cittadinanza senza averne diritto.

Ma le urla televisive del vicepremier erano state lanciate con enorme superficialità. Aveva confuso – tapino – l’Aipaa con la Cgil. Un consigliere del Pd, Sandro Russo, era stato pizzicato da un giornalista spacciatosi per un aspirante richiedente il sussidio del governo. A propria difesa il consigliere piddino sostenne che in realtà aveva indicato quali erano le maglie larghe della normativa sul reddito di cittadinanza.

Lucciole per lanterne

Sia come sia, Di Maio nella trasmissione “Non è l’Arena” di Giletti prese lucciole per lanterne e sparò a zero prendendosela con l’associazione che lo ha denunciato. Con un’azione diffamatoria gravissima amplificata dal mezzo televisivo.

Nella richiesta di autorizzazione a procedere, tra l’altro, il giudice nota che la funzione parlamentare non c’entra nulla con la vicenda in questione. Di Maio va chiamato a rispondere come un qualunque cittadino. Ovviamente il capo politico dei Cinquestelle punterà a cavarsela con la consueta arroganza di chi attacca la casta salvo poi comportarsi alla stessa maniera di fronte all’iniziativa della magistratura.

Non è la prima volta che Di Maio incappa in indagini in materia di diffamazione perché troppo spesso gli scappa il freno. Lo fece anche con i giornalisti italiani quando li insulto’ dicendogliene di tutti i colori. Confida sul privilegio.

Commenti

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  • marco 16 marzo 2019

    E le denunce fatte dagli ex parlamentari che ha gravemente ingiuriato, che fine hanno fatto ?

  • PAOLO POMPA 16 marzo 2019

    MI PIACCIONO GLI ARTICOLI CHE DICONO LA VERITA’ SUL COMPORTAMENTO DI DI MAIO

  • antonio 16 marzo 2019

    sinceramente mi sono stancato della politica fatta nelle aule dei tribunali, nelle piazze e dai magistrati. il clima politico e quello sociale sono avvelenati da invidia, ignoranza, pressapochismo e teste vuote. i magistrati con le loro sentenze promulgano leggi contro il comune senso civile del popolo, come con le ultime sentenze di appello che riconoscono attenuanti per i femminicidi, che ci riproiettano nel medioevo. le “opposizioni” tutte hanno ricette politiche prive di contenuti “solo chiacchere e distintivo” e dopo avere sfasciato e svenduto l’Italia, i figli e nipoti del PCI, lupi travestiti da agnelli, hanno tutti le soluzioni per il “bene del Paese” ma noi sappiamo che, il linea con la loro fallimentare ideologia, nella loro testa vuota c’è solo la “patrimoniale” con l’esproprio generalizzato, lo “jus soli” a favore degli arabi e l’invasione di massa dei loro amici mussulmani, ignoranza, censura e disnformazione, tutte ricette di cui facciamo volentieri a meno. se proprio devo scegliere da che parte stare non ho dubbi, preferisco gli inesperti sinceri ai “soliti” esperti.

    • Francesco Storace 18 marzo 2019

      quella politica l’hanno voluta i grillini alla di maio

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